Tema/i | repressione : Sovraffollamento nelle carceri ticinesi
  19-08-2004 13:10
Autore : galeotto
 
 
  ALBISETTI, CAPOSEZIONE ESECUZIONE E PENE
Il « Giudiziario » urge per la sicurezza

■ Le ferie dell’edilizia sono finite, ma il cantiere del futuro carcere giudiziario è ancora fermo. Si attende che l’iter del messaggio governativo con la richiesta di credito ( oltre sette milioni di franchi) segua il suo cammino. Per ora si aspetta il rapporto della commissione della Gestione. Il responsabile della Sezione esecuzione pene e misure, Maurizio Albisetti, spera sempre in una rapida soluzione della vicenda, in modo tale che la struttura possa essere agibile già il prossimo anno.
Ma non nasconde le sue preoccupazioni, soprattutto guardando al problema delle pretoriali e del sovraffollamento.
Maurizio Albisetti ha letto ieri con preoccupazione sulla stampa italiana la notizia del sindaco morto suicida in cella nel carcere di Sulmona con la relativa inchiesta della Procura per istigazione al suicidio.
 
     
  Albisetti, evidentemente, pensa al carcere della Stampa che da giorni segna il tutto esaurito tra detenuti maschi e femmine ed alle pretoriali, che dovrebbero essere già chiuse da anni: invece, queste celle continuano, anche attualmente, a lavorare a pieno regime. « Questo caso italiano – ci ha dichiarato Albisetti – mi ha fatto riflettere e preoccupare » . Noi, continua il nostro interlocutore, per ora abbiamo la fortuna che alla Stampa la situazione è tranquilla da anni. « Per questo dobbiamo ringraziare anche tutti quelli che lavorano al suo interno, però non si può pretendere.... » . Albisetti riprende il discorso interrotto e spiega quindi le difficoltà con cui i vari operatori si trovano confrontati quotidianamente all’interno del penitenziario cantonale. Diverso, invece, il discorso riguardante le celle pretoriali: da non dimenticare, al proposito, il suicidio registrato qualche mese fa in una delle celle pretoriali della capitale e i due incendi appiccati da altrettanti detenuti sempre alle pretoriali di Bellinzona ed a quelle di Mendrisio nelle ultime settimane.
Il carcere e le pretoriali scoppiano, ormai è un dato di fatto.
La polizia arresta e le persone interessate finiscono o alla Stampa o alle pretoriali. Strutture, però, che non sono in grado di sopportare più di un certo carico. Parlando del sovraffollamento e delle recenti ondate di arresti, Albisetti ricorda che in pratica tutto dipende dalle scelte politiche che vengono fatte.
Quindi parla della sicurezza e della tolleranza. Se si parla di tolleranza zero, dice in pratica, nei confronti della prostituzione illegale e del traffico degli stupefacenti ( scelte che Albisetti condivide n. d. r.), ci si trova confrontati con situazioni difficili da gestire se non si hanno strutture adeguate ad ospitare questi arrestati. « Il carcere è al limite della sua capienza – sottolinea Albisetti – ma noi vogliamo egualmente garantire la sicurezza di tutti coloro che si muovono al suo interno e all’esterno » . Se il sistema viene messo sotto pressione si entra in zona a rischio, prosegue.
L’unica soluzione per Albisetti è quella di terminare nel minor tempo possibile la realizzazione del carcere giudiziario. Bisognerà, fa intendere il responsabile della sezione esecuzioni pene e misure, cercare di abbreviare, sempre rispettando la legge, l’iter della pratica. Non è escluso, spiega Albisetti, che si possa arrivare a chiedere, con l’accordo della Gestione, la ripresa dei lavori prima che il messaggio arrivi in Gran Consiglio. Senza dimenticare il problema appalti.
 
     
   
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