Tema/i | Archivo press : Fazioli beve Coca-Cola
  31-01-2006 21:41
Autore : P-Press
 
 
  Michele Fazioli, non sapendo più su cosa lanciarsi, si schiera contro (è mai stato a favore di qualcosa che non fosse un'idea pipidina?) chi scende in piazza contro la fiamma olimpica e la lobby commerciale che la segue.  
     
  Fazioli con le sue esternazioni, e con la sua convinzione di essere l'unico possessore della verità assoluta, appoggia l'idea che il boicottaggio sia una vera e propria sciocchezza. Anche le proteste delle donne delle pulizie di danno fastidio? Caro Michele, probabilmete tu non ti sei mai opposto a niente, è per quello che sei venuto su così male; ti sei sempre preso tutto quello che ti davano. Peccato che nessuno ti abbia mai dato un spintone al momento giuso...mamma TSI ti protegge...purtroppo...


Corriere del Ticino, lunedì 21 novembre 2005

C’È CHI PREDICA L’ ASTINENZA DALLA COCA-COLA
di MICHELE FAZIOLI

Quando ci vuole, ci vuole. E così mercoledì sera ho brindato con Rivella (nostra quasi imbevibile bevanda nazionale) per festeggiare i rossocrociati a dispetto del Salmo svizzero fischiato e delle botte turche negli spogliatoi. Certe bibite sono un simbolo, come lo champagne a capodanno e il tè inglese delle cinque. C’è per esempio qualcosa di patetico, anzi di malsano, nel boicottaggio della Coca-Cola, che la sinistra torinese ha bandito quale bevanda sponsor dalle olimpiadi invernali e gli studenti di varie università italiane hanno abolito nei distributori degli atenei. La bruna bevanda con le bollicine sarebbe il bieco liquido di una multinazionale cattiva, che sfrutta lavoratori in Colombia ma, quel che è peggio, rappresenta il mito del Male americano. È Coca-Cola lo yankee sprezzante che a gamba larga si fa strada nel mondo a colpi di dollari, è Coca-Cola George W. Bush e con lui le bombe intelligenti, la CIA, l’imperialismo, l’embargo su Cuba, gli hamburger, l’obesità, la musica country con gli stivali di cuoio, lo strapotere del cinema americano, Dallas e Friends e gli antidarwinisti. E allora via la Coca-Cola, il ruttino dolce e liberatore lo si farà con Gatorade, grande sponsor dello sport italiano, senza sollevare proteste. Per fortuna Furio Colombo (snob liberal prestato al post-comunismo) sull’Unità ha ascoltato la propria cultura solida e ha scritto che il boicottaggio è un’enorme sciocchezza e che proprio la Coca-Cola fu la prima grande azienda americana a dar lavoro ai neri. La demonizzazione della Coca è un tormentone ciclico. Pensate che la storia cominciò nella Germania nazista quando Goering, temendo la frizzante bibita americana quale simbolo di democrazia multirazziale, la mise al bando e fece creare la risposta ariana, la bionda Fanta, che oggi ancora viene tranquillamente bevuta da destra a sinistra senza complessi di colpa. La Coca contiene un po’ di caffeina, è troppo dolce (ma c’è la Light e persino la Diet), è forse un po’ eccitante e magari non fa bene allo stomaco se bevuta a forti dosi (ma i pediatri la consigliano a cucchiaini contro la nausea dei piccoli…). È anche vero che la Coca-Cola ha invaso in modo aggressivo i mercati del mondo e il suo marchio è universale e vale miliardi. Non c’è duna del deserto o igloo dell’ Artico, bassofondo di favela o terrazza di Manhattan o Montmartre o pianoro dell’ Emmental che non abbiano l’ammiccamento biancorosso della Coca. Va bene, è un prodotto mondiale d’esportazione, una bibita globalizzata. Ma lo sono anche il caffè e il cacao che vengono dalle piantagioni del Sudamerica e il tè che viene dalla Cina e dall’ India. Che ne sappiamo noi dei lavoratori che raccolgono in Brasile i chicchi o le fave del caffè Lavazza e del cioccolato Nestlé? Ma, quel che è peggio, mi sembra polverosa e recidiva l’insistenza di chi continua a menarla con l’antiamericanismo viscerale, emotivo, di pancia e mai di testa, accecato dalle sbornie ideologiche non smaltite. L’ America, di cui l’ Europa è radice storica e culturale, è a sua volta una delle nostre radici di civiltà politica, dalla cultura liberale alle conquiste scientifiche, ai grandi confronti del 20mo secolo (dicono niente le spiagge insanguinate di Normandia e l’abbattimento pacifico del muro di Berlino?). Con tutte le prepotenze muscolari, le rozzezze culturali, i limiti, il profitto esasperato, gli eccessi del pragmatismo, gli Stati Uniti d’ America sono una grande nazione democratica dove i poteri sono sempre controbilanciati, verificati, cambiati. I presidenti non possono rimanere in carica più di 8 anni, la stampa è libera e vigilante, le alternanze politiche assicurate, le colpe processate. E accanto a certa ignoranza grezza e fondamentalista fioriscono anche una cultura vivace, libera e immaginosa, un senso religioso profondo (di popolo e non clericale), una saldezza etica. Non so se ci siano bibite speciali nella Corea del Nord e nel Vietnam militarizzati, nella Cina dal terribile inquinamento (dell’aria e dei diritti umani), nella Cuba che imprigiona gli oppositori, nelle dittature africane, nell’ Iran fondamentalista e paraterrorista, negli emirati assolutisti dove chi porta la croce al collo viene imprigionato, nel Sudan dove ogni giorno vengono massacrati dei cristiani. Se ci fosse una limonata rappresentativa di tutte quelle nefandezze, magari i no-global nostrani con la maglietta Lacôste la berrebbero senza batter ciglio. Anche se non mi piace, mi vien voglia di brindare con un bicchiere di Coca-Cola all’imperfetta libertà (ma libertà è) dell’ America.
 
     
   
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  e bon pro scior boh 2006-02-01 11:10  
fara dei bei ruttoni!!
almeno avrà anche lo stomaco vuoto
frida
  O Fazioli, smettila di torturarci 2006-02-01 20:25  
O cazzo... leggendo questo testo, mi è venuto il mal di testa...

Tra le tante cagate che spara, vorrei evidenziare il fatto che la bionda Fanta è anche della coca cola e che i "noglobal" sono anche contro tutte le multinazionali ingiuste come anche contro tutti i paesi ingiusti (pensadoci, esistono paesi giusti?)


revoluzzer
  non ci sono parole 2006-02-01 20:48  
non ci sono parole, soprattutto per l'ultima parte
no, veramente.. cioè non pensavo che la stupidità o la faccia tosta arrivassero a tal punto

mosimosi
  Fazioso 2006-02-02 16:37  
Totalmente privo del benché minimo senso critico e di un minimo di professionalità giornalistica: usa i luoghi comuni come fonti. Patetico. Ma ormai sappiamo come vanno le nomine alla TSI...
Max
  L'imputato ha il diritto di parola... 2006-02-24 23:16  
Mi pare che le mie argomentazioni possono essere approvate, disapprovate in parte o addirittura disapprovate fortemente. Ma con altre argomentazioni. Vedo invece nelle reazioni un astio, un riferimento pregiudiziale alla mia posizione di lavoro, un preconcdetto di valutazione che mi amareggiano un poco. Vogliamo discutere? Discutiamone. Volete insultare? Lascio perdere. Io continuo a sostenere comunque che la Coca Cola non è il problema, così come non lo è la Mc Donald's o la Nestlé. Nel mondo ci sono delle prepotenze, dei poteri forti, delle sopraffazioni, delle ingiustizie e delle lotte per una giustizia vera. D'accordo. Lottiamo pure, anche se poi si può discutere sul metodo politico, sulla modalità, sull'impostazione etica della lotta per la pace e per la giustizia. Ma prendersela con una bibita come se fosse l'incarnazione del Male mi ricorda Don Chisciotte che scambiava i mulini a vento per i Grandi Nemici da combattere. Preferisco allora la scelta politica e sociale di tipo radicale, che se la prende con le cause strutturali (politiche ed economiche) e non con una simbologia schematica, da luogo comune. Mi pareva giusto dirvi la mia reazione. Senza rancore e con un saluto
MICHELE FAZIOLI
michele fazioli