Tema/i | G8 | media/net-attivismo : G8 Genova: Processo ai 25 breve descrizione
  21-06-2007 16:13
Autore : carmilla
 
 
  Estrapolato da carmilla.  
     
  Questo processo vede 25 persone (di ogni area politica) imputate di “devastazione e saccheggio”, un reato risalente all'immediato dopoguerra e che, rimasto impigliato nelle briglie senza tempo del codice penale sempre più da rifare, è diventato la punizione esemplare perfetta da pensare per chi si macchia di reati politici. Non è un caso che dopo Genova i principali eventi politici sfociati in scontri di piazza abbiano trovato pubblici ministeri che hanno provato con decisione a usare un reato così grave. Chiunque disponga di un minimo senso di osservazione si chiede come mai contemporaneamente pm di Torino, Genova, Milano, Roma decidono di rievocare un reato di cui nessuno sentiva parlare da decenni. A pensar male si fa peccato, ma raramente si sbaglia, no? In Italia purtroppo esistono già 18 persone condannate per l'articolo 419 c.p.: manifestanti presenti al presidio che l'11 marzo 2006 a Milano si è trasformato in mezz'oretta di scontri con la polizia, e che sono stati condannati estendendo il concetto di concorso morale a quello di concorso per presenza. Non è un caso che Canepa e Canciani (i pm genovesi titolari del processo ai 25 per i fatti del G8) abbiano giocato tutto sul concetto di compartecipazione psichica agli eventi per condannare i manifestanti imputati dei disordini durante le giornate del G8. Della serie: unisci i puntini. A Genova rischiamo di vedere reiterare una condanna che non ha nulla di giuridico ma molto di politico: venerdì 22 giugno 2007 andrà in scena l'ultima testimonianza del processo ai 25, e dopo le arringhe, in autunno, assisteremo alla sentenza, che potrebbe significare una pena dagli 8 a 15 anni per tutti gli imputati. Su quel banco potrebbe esserci chiunque di noi, una qualsiasi delle persone che si sono trovate a Genova quel giorno. Se il processo si concluderà con una condanna, finalmente lo Stato attraverso un tribunale avrà sancito che opporsi alle forme conclamate di potere transnazionale è un reato che va duramente represso e schiacciato. Eravamo in 300 mila in quei giorni a pensarlo: dovremmo essere altrettanti adesso a chiedere di assolvere i venticinque o di condannarci tutti.  
     
   
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