Il circo e l'esercito che non se ne vanno
  26-11-2007 12:03
Autore : da ticinonline
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  Il circo e l’esercito che non se ne vanno / Giornate militari, critiche contro l'intervento della polizia

di Ovidio Biffi
 
     
  Una volta in autunno c’era il corteo della vendemmia, ora c’è quello della bestemmia: contro il circo, contro l’esercito, ma soprattutto contro chi non la pensa come loro. Bella gazzarra, in strada e anche nei media. Proprio se ne sentiva il bisogno. Preoccupava, anzi, la prolungata assenza di questi protestatari indefessi che per mesi e mesi si applicano a studiare slogan e sceneggiate, poi finalmente hanno il loro festival.

Di colpo, grazie anche ai media ticinesi che – pur di non prendere posizione – si limitano a fare da grancassa, si è tornati a respirare un po’ di sana aria di contestazione. La gente si è abituata e sopporta. Così ha dovuto vedere chi al circo se la prendeva coi bambini per salvare gli animali e chi invece ce l’aveva con i soldati perché intralciano il traffico in città (che disastro, che orrore, i ritardi dei SUV che hanno diritto come e più dei carri armati).

A pensarci bene: s’è visto un circo contro il circo e un esercito contro l’esercito!
Con i contestatori in trincea e gli spalleggiatori che scrivono ai quotidiani o rilasciano interviste (ospitate anche per non prendere mai posizione). Assieme professano e cercano di imporre a tutti gli altri, o comunque di farla accettare, una visione del mondo in cui si mischiano animali, soldati, violenze, guerre, traffico e code (quelle delle auto incolonnate, non degli elefanti che passeggiano...). Guai a contestarli, guai a insinuare in pubblico anche solo il dubbio che il loro credo e le loro proteste possano in qualche modo essere collegati con la crescente intolleranza!

Ma ora abbiamo un grosso dilemma: il circo e l’esercito sono partiti, mentre restano tra noi il circo di chi contesta il circo e l’esercito di chi deride l’esercito, come gli irriducibili scesi in strada domenica. Sostenuti il giorno dopo dal solito sindacato che protesta: la polizia manca di professionalità... Per forza, a furia di deridere l’esercito, cosa volete che imparino... Meglio allora tener presente in quanto già ammoniva l’amico nostro: «... eccoli percorrere le vie del centro (che sono le più sicure), soffiando nei fischietti, guardando le ragazze, contenti di essere a spasso, convinti di essere ammirati e di manifestare il loro sdegno, mentre riescono solo a suscitare quello di chi li guarda».
 
     
   
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  non se ne va neanche l'ovidio 2007-11-26 12:44  
Putroppo anche noi dobbiamo tenerci questo dispensatore di perle di saggezza, (non sapendo bene a quale titolo).
Un pensatore che pensa quanto sia bello il mondo senza pensieri diversi. Al nostro piacerebbe una sola stampa unica, come quella del Corriere del ticino che faccia da gran cassa acritica ad una manifestazione di forza bellica, sotto il comando dei colonelli dillena e galli. Al nostro piace l'intolleranza di chi occupa una città militarmente, investendo milioni di franchi, con una potenza mediatica ad alto voltaggio, per puro scopo di propaganda spicciola. Per il nostro l'intollerante diventa chi non condivide la parata mediatica per vendere un esercito da operetta. Peccato che qualche anno fa, più di un milione di cittadini pensava fosse il caso di abolire quest'esercito. Un vero e proprio esercito di intolleranti.
fisch