Tema/i | guerra | repressione : Violenze della polizia: rassegna stampa
  27-11-2007 11:01
Autore : om
: http://
 
 
  Rassegna stampa di oggi  
     
  Il quotidiano rtsi del 26.11
 http://real.xobix.ch/ramgen/tsi/reg/160k/reg_11262007-160k.rm?start=00:04:24.164&end=00:11:19.803

----------------------

Clownerie e manganelli (da La Regione del 27.11)
Gli antimilitaristi contano i feriti e denunciano la polizia: ‘Reazione violenta’

« Otto feriti, di cui quattro gravi e diverse per sone finite all’ospedale ». Questo è il bilancio stilato e presentato ieri al centro sociale dal Coordinamento precari esistenziali (Cpe) del la « repressione violenta e sproporzionata » da parte di polizia e militari messa in atto tra ve nerdì e domenica contro azioni di protesta pa cifiche e simboliche nei confronti della pre senza dell’esercito in città. Sono indignati i membri del Cpe. Hanno annunciato che sarà sporta una denuncia collettiva per lesioni (si sta valutando l’ipotesi di aggressione) nei con fronti delle forze dell’ordine. Partiranno an che cinque denunce individuali e una singola, da parte di una giornalista francese, contro il militare che ha tirato un calcio alla sua teleca mera sabato sera davanti al padiglione Conza. Alla presentazione il Cpe ha mostrato le im magini riprese da un militante finché un agen te, a manganellate, non gli ha rotto la teleca mera e un braccio.
Secondo Tobia Schnebli, « occorre contestua lizzare come si è arrivati a questo punto. Abbia mo già denunciato la banalizzazione della vio lenza, con i simulatori di tiro a disposizione dei più piccoli, e la fase attuale dell’esercito in cui c’è una crescente militarizzazione dei compiti civili, dato questo che dovrebbe far riflettere per ché crea confusione istituzionale ». Sulla que stione sono in arrivo atti parlamentari anche a livello di parlamento federale. « Venerdì notte, dopo la conferenza al Molino – prosegue Schne bli – due compagni italiani sono stati fermati da una pattuglia mista composta da militari e polizia mentre stavano rientrando a casa. Sono stati perquisiti, trattenuti e interrogati per circa un’ora sul presunto arrivo di militanti italiani domenica. Sabato sera la Clown Army voleva vedere la sfilata di moda militare al Conza. L’accesso le è stato negato. Le ‘pagliacciate’ sono così avvenute fuori. Un militare ha colpito e feri to una giornalista francese (che ieri ha detto: ‘Hanno impedito di fare il mio lavoro), che, cer tificato medico alla mano, lo denuncerà alla giustizia militare ». Un altro membro del Cpe ha spiegato che l’intento della Clown Army era quello « di ridicolizzare l’esercito imitando sarcasticamente e provocatoriamente i gesti e comportamenti militari. Non si voleva bloccare la parata. Alcuni sono stati fermati e tenuti in centrale fino alla fine del corteo ». Quella che ha scatenato la carica della polizia presso la Gen darmeria di via Bossi (mostrare e muovere il posteriore ‘coperto’), prosegue « è il modo di sa lutare che usiamo sempre alla fine di rappresen tazioni. Non abbiamo mai subìto reazioni vio lente per questo, nemmeno al Wef o ai G8 ». Una carica partita « senza preavviso ».
Invece domenica, ha sottolineato un’altra rappresentante del Cpe, gli agenti della polizia « hanno reagito con la forza in maniera assur da. E il bilancio è grave: otto feriti, di cui quat tro gravi, persone con ematomi e escoriazioni ovunque, denti rotti e botte sui testicoli. Come mai questa risposta di fronte alla nostra opposi zione pacifica? ». Uno dei cinque fermati in se conda battuta (prima erano stati 11 ad essere stati portati in centrale) ha raccontato di « esse re stato picchiato senza motivo, minacciato (‘ci rivedremo in strada’), mentre ho opposto solo resistenza passiva. In centrale ho potuto assiste alle tensione e ai contrasti tra poliziotti per la carica che è partita senza preavviso ». Intanto ieri sono giunte una serie di prese di posizioni che puntano il dito contro l’agire della polizia. A cominciare dall’interpellanza Ps che chiede lumi al Consiglio di Stato sulla presenza di si mulatori di tiro a Lugano a disposizione di mi norenni. Sempre tramite un’interpellanza, Manuele Bertoli chiede invece informazioni sull’intervento sproporzionato contro una ci vile dissidenza. Partito e gioventù comunista si dicono sconcertati della reazione delle forze dell’ordine, criticate anche dal Sisa. E anche il sindacato Comedia prende posizione condan nando l’attacco della polizia al ragazzo con la telecamera (finito con il braccio rotto) e al ca meramen della Tsi a cui è stato impedito lo svolgimento del proprio lavoro. A.R.

‘Ci hanno provocato’
Le forze dell’ordine replicano Pedrazzini: ‘Verificheremo’

« Eventuali esagerazioni saranno sanzionate ». Parola del responsabile del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzi ni, chiamato in causa sui disordini di ieri di fronte alla gendarmeria di via Bossi dalla Rtsi. « Sarà il Ministero pubblico a chiarire i fatti – dice Pedrazzini che non è in gra do di dare un giudizio perché non dispone ancora di ele menti per poter giudicare –. So che ci sono stati tafferugli, ma non so se gli agenti abbiano esagerato. In ogni caso ci sono state provocazioni importati, mi è stato riferito. Verife cheremo eventuali esagerazioni ».
Il consigliere di Stato non è al corrente del giovane a cui è stato spezzato un braccio mentre filmava. « Comunque, non mi risulta che la polizia abbia agito con l’intenzione di bloccare chi filmava – prosegue Pedrazzini –. Sarebbe stato ridicolo visto l’assembramento di persone che c’era. Questi fatti non possono sfuggire all’occhio di qualche telecamera e macchina fotografica. Ieri, dopo quella del Cpe, è giunto il comunicato della Polizia cantonale. Cinque le persone de nunciate. La polizia scrive che « i fermi delle prime 11 perso ne è stato applaudito dal pubblico sul lungolago. Una parte degli agenti è intervenuta sul gruppo a terra, che opponeva resistenza passiva. I fermati sono stati poi portati in gendar meria, dove si è spostata la contestazione, con una cinquan tina di persone che reclamavano il rilascio dei fermati. I di mostranti hanno provocato le forze dell’ordine che non han no reagito ». E ancora: « In seguito al rilascio dei fermati e dopo minuti di ovazioni, il gruppo si allontanava, ritornan do comunque sui suoi passi poco dopo ». Poi i manifestanti « hanno ostruito l’accesso al Posto di Polizia, perturbando il traffico su via Bossi e provocando gli agenti presenti ». Da qui i fermi delle cinque persone « per identificare tutti gli attori della protesta. Dopodiché i manifestanti hanno reagi to con violenza, lanciando pietre, sedie, biciclette e lattine di birra contro gli agenti. Gli agenti hanno quindi sgomberato l’area per un raggio di 50 metri. In questa fase è stato usato lo spray al pepe ». Poi la manifestazione si è sciolta.

--------------

«Quelle reazioni erano ingiustificate» (dal Cdt del 27.11.07)
Critiche sui tafferugli di domenica tra antimilitaristi e forze dell’ordine

Il Coordinamento Precari Esistenziali, organizzatore della manifestazione pacifista alle Giornate dell’ Eserci to, denuncia presunti abusi da parte della polizia e pro mette querele per lesioni e aggressione
Non sono poche le critiche al l’indirizzo delle polizie Cantona le e Comunale formulate all’in domani della conclusione delle Giornate dell’ Esercito, in relazio ne ai tafferugli scoppiati dome nica sul lungolago e in via Bossi tra manifestanti antimilitaristi e agenti. Primi a prendere posizio ne il Partito Comunista, il Partito Socialista, autore di un’interro gazione al Governo, e il Sindaca to Comedia e il Sindacato Indi pendente degli Studenti e Ap prendisti che hanno espresso pre­occupazione per la reazione del le forze dell’ordine giudicandola ingiustificata e sproporzionata nei confronti soprattutto dell’ani mazione burlesca dei partecipan ti alla cosiddetta «clown army». Sulla stessa linea il Coordinamen to Precari Esistenziali, organizza tore della manifestazione di pro testa, che nel corso di una confe renza stampa indetta al Centro sociale Il Molino, ha denunciato a sua volta una lunga serie di pre sunti abusi da parte di agenti e militari, rendendo nota l’inten zione di inoltrare 5 querele col lettive per lesioni, riservandosi di presentarne una sesta per aggres sione. La carica degli agenti di fronte alla sede della Polizia Can tonale in via Bossi, dove era in corso un presidio di solidarietà nei confronti di 11 manifestanti fermati sul lungolago, è stato de finito l’episodio più grave nel cor so del quale ci sarebbero stati al meno 4 feriti tra gli antimilitari sti (uno dei quali aggredito men tre stava filmando e ricoverato in ospedale con un braccio rotto) e numerosi contusi, senza parlare di ulteriori 5 fermi. E a quest’ulti mo proposito, il Coordinamento ha stigmatizzato il comportamen to dei poliziotti che, a suo dire, non avrebbero lesionato minac ce e vie di fatto nei confronti dei fermati prima del loro rilascio.
Quanto avvenuto non sarebbe però l’unico episodio increscio so registrato. Già venerdì sera, do po una conferenza pubblica, due autonomi italiani sarebbero sta ti bloccati, perquisiti e interroga ti a lungo da una pattuglia mista di militari e polizia. Sabato sera alla «clown army» sarebbe invece stato impedito l’ingresso al padi glione Conza dove era in corso una sfilata di moda organizzata dall’esercito, e nel medesimo frangente un militare avrebbe col pito una giornalista mentre sta va scattando alcune foto. Que st’ultima ha poi sporto denuncia e sulla vicenda sta ora indagan do la Giustizia militare.
In conclusione il Coordinamen to ha ribadito il carattere pacifi co della manifestazione antimi litarista voluta unicamente per sensibilizzare la popolazione sul ruolo dell’esercito e sul tentati vo di banalizzare la violenza. Un’azione che oltretutto non vo leva assolutamente bloccare la sfilata. -gr-

LA POLIZIA
«Gli accordi con il Municipio non sono stati rispettati»
«Contrariamente agli accordi presi in precedenza con il Muni cipio – rileva il comandante del la Comunale di Lugano, Rober­to Torrente – i manifestanti han no occupato il campo stradale destinato alla sfilata militare, e sono stati logicamente respinti. I più scalmanati sono stati poi fermati e trasferiti dapprima a Palazzo Civico, dove tra l’altro c’era il medico della Croce Ver de, e poi in via Bossi». Una deci sione giustificata, rileva, in con siderazione dell’arrivo dei veico li militari, alcuni dei quali pesan ti svariate decine di tonnellate e difficili da manovrare. In questo senso c’erano precise norme di sicurezza da rispettare per l’in­columità di tutti i presenti. Tor rente conferma la presenza di reati, tra cui perturbamento di pubblico corteo, «e anche se è molto improbabile che il Munici pio voglia sporgere denuncia, si tratta in ogni caso di infrazioni che vanno perseguite d’ufficio». Sulla medesima linea il Coman do della Cantonale che, sui taf ferugli di via Bossi, non nascon de che ci sia stata provocazione da parte dei dimostranti durante gli accertamenti degli 11 ferma ti sul lungolago. In seguito al rila scio di questi ultimi, il gruppo si è allontano per poi tornare sui suoi passi poco dopo ostruendo l’accesso della gendarmeria, con tinuando a provocare gli agenti. La polizia ha quindi proceduto al fermo di altre 5 persone, con lo scopo di identificare tutti gli attori del perturbamento della sfilata, ma a questo punto i mani festanti hanno reagito con vio lenza, lanciando pietre, sedie, bi ciclette e lattine di birra contro gli agenti. Le forze dell’ordine hanno quindi sgomberato l’area antistante lo stabile per un rag gio di 50 metri. E in questa fase, a scopo di difesa personale, è sta to fatto uso di spray al pepe.


-----------------


Ticinonline

Le Giornate Militari secondo i Precari Esistenziali / Interpellanza PS: "Intervento di polizia ingiustificato"

E' stata una sei giorni di dibattiti, proiezioni, conferenze, ma anche sei giorni in cui la polizia, secondo il Coordinamento, ha usato metodi di forza nei confronti degli oppositori che, nel contesto delle Giornate dell'esercito, dimostrano quanto l'uso della violenza sia la logica della nostra società.

LUGANO - Oggi il Comitato Precari Esistenziali (CPE) ha indetto una conferenza stampa per presentare un bilancio delle Giornate dell'Esercito che hanno avuto come gran finale la parata di mezzi e uomini delle forze armate svizzere.

A raccontarci come è andata è il portavoce del Comitato che parla di una sei giorni antimilitarista in cui sono molte le persone, anche non legate strettamente ai circoli antagonisti, che hanno partecipato alle serate dibattito organizzate al Centro Sociale Autogestito "Il Molino". Ma non solo. Proiezioni, conferenze, riflessioni sulle conseguenze che inevitabilmente portano ogni conflitto, hanno trovato spazio in una Lugano che osservava il via vai di mezzi militari e di uomini in divisa. I dispositivi di controllo della polizia comunque hanno preso di mira venerdì sera dei conferenzieri intervenuti al "Molino" per parlare della situazione delle basi militari in Italia: "La polizia ha fermato e perquisito per più di un'ora i conferenzieri con pretesti molto discutibili: dapprima hanno accampato la scusa di avere dato un passaggio a uno spacciatore del Luganese, poi hanno addirittura detto che, essendo italiani, per loro le Giornate dell'Esercito erano proibite".

Ma che cosa è il CPE? Il Cpe è il coordinamento in cui affluiscono tutta una serie di associazione e collettivi che vanno dai partiti politici (come per esempio il Partito Comunista o i Giovani dell'MPS) alle associazioni anarchiche e terzomondiste come per esempio il Circolo Vanza e il Movimento dei Senza Voce.

Ai dibattiti il Coordinamento è anche sceso per le piazze e per le strade. Ed è in queste occasioni che la loro presenza ha destato a volte alcuni episodi di intolleranza: "Sabato davanti all'entrata del padiglione Conza una fotografa francese che stava lavorando per un reportage riguardante i Clown Army è stata ferita da una ginocchiata di un militare". Il clown army, sostenitori goliardici dell'antiguerra, volevano entrare sulla passarella durante la sfilata di moda che si è tenuta al padiglione Conza sabato mattina.

A questo episodio si aggiungono i fatti accaduti ieri in cui poliziotti hanno usato le maniere forti per disperdere una manifestazione sarcastica dei Clown Army. Non è piaciuto sia il tentativo di disturbo alla parata, sia "l'inchino all'incontrario" al quale i poliziotti hanno risposto con la violenza.
"E' vero - ammette il portavoce del CPE - l'azione di disturbo è stata sarcastica, ma è stata svolta all'insegna della pace". I militari si sono calati i pantaloni mostrando il proprio posteriore - continua il portavoce - un atto ironico, non c'era nulla di male e di violento".

Quel tipo di saluto ha scatenato la reazione della polizia che ha caricato i manifestanti. Secondo il portavoce del CPE la carica della polizia è stata sproporzionata, anche perché non vi è stato nessun preavviso: "La polizia è uscita dalle file all'improvviso caricando violentemente i clown e altre persone. Nessuno si aspettava una reazione di queste dimensioni. Un cameraman ha perfino riportato una frattura al braccio. altre persone sono state coinvolte e una decina di persone sono rimaste ferite".

p.d'a.

---

Dissidenti malmenati, il PS: "Intervento sproporzionato"

Il Partito Socialista presenterà a breve al Consiglio di Stato una interpellanza in cui si chiede di valutare l'uso della forza usata dalla polizia ieri per sciogliere una manifestazione pacifica.

Per queste ragioni chiediamo 1. Se il Consiglio di Stato è a conoscenza dell’esatta dinamica dei fatti avvenuta il 25 novembre 2. Come valuta l’intervento delle forze dell’ordine in questa occasione. 3. Se intende procedere o è a conoscenza di procedimenti in atto per la definizione delle varie responsabilità per quanto accaduto.

BELLINZONA - Intervento di polizia sproporzionato contro una civile dissidenza. Così è intitolata la interpellanza del Partito socialista in merito all'uso della forza degli agenti della polizia cantonale nei confronti di manifestanti che stavano manifestando in modo pacifico.

Il PS reputa questo "un increscioso incidente accaduto nel quadro della civile manifestazione di una dissidenza contro l’esercito da parte di persone che, senza mettere in pericolo nessuno ed usando l’arma dell’ironia, stavano solo proponendo una diversa visione delle cose a fronte di una imponente manifestazione militare".

Si può essere a favore o contro l’esercito - si legge nel testo dell'interpellanza - "ma nel nostro Paese lo si dovrebbe poter dire e mostrare senza per questo venir assaliti dalle forze dell’ordine, soprattutto quando non vi è di mezzo alcun pericolo per nessuno e senza rispetto alcuno del criterio della proporzionalità".

"Trattandosi di un fatto increscioso connesso con la libertà di espressione i sottoscritti ritengono doveroso che il Direttore del Dipartimento delle istituzioni riferisca sull’accaduto davanti al Gran Consiglio nel corso della prossima seduta".

"Se le forze dell’ordine hanno il nostro massimo rispetto per il lavoro che compiono - si aggiunge infine nel testo che verrà sottoscritto a chi lo ritiene condivisibile - "è innegabile che un loro intervento sproporzionato in un caso come questo, dove di mezzo c’è la libera espressione di un punto di vista politico, non possa essere archiviato come una bagattella o una questione di semplice ordine pubblico".

---

Clown malmenati, uso della forza giustificato? Pedrazzini: "Ancora nessun elemento per giudicare"

LUGANO - Luigi Pedrazzini, responsabile del Dipartimento delle Istituzioni cantonali ai microfoni della RSI ha dichiarato di non essere ancora in grado di giudicare l'intervento degli agenti di ieri in via Bossi: "Non ho ancora elementi per giudicare l'intervento della polizia".

Il consigliere di Stato non si sbilancia, in quanto a Lugano ieri il ministro non c'era, ma le voci a lui giunte parlano di provocazioni da parte dei manifestanti che avrebbero giustificato l'intervento: "Non sono in grado di giudicare se l'intervento della polizia sia stato esagerato: in ogni caso mi è stato detto che ci sono state delle provocazioni importanti".

In tutti i casi Pedrazzini assicura che "se c'è stata esagerazione andremo a verificare".


-------------------

Manifestanti violenti, hanno lanciato pietre, sedie, biciclette e lattine contro gli agenti'
26.11.07 18:42 | TICINONEWS |

La Polcantonale prende posizione sui tafferugli avvenuti domenica a Lugano durante le giornate dell’esercito

Le undici persone fermate sul lungolago sono state rilasciate, le cinque fermate in un secondo tempo sono state invece denunciate

Dopo gli attacchi del segretario del partito comunista Gianluca Bianchi, del presidente del PS Manuele Bertoli e del sindacato dei media Comedia la Polcantonale prende posizione sui tafferugli avvenuti domenica a Lugano durante le giornate dell’esercito.

"Il servizio di mantenimento dell’ordine - premette la polizia - aveva lo scopo di garantire la sicurezza degli ospiti e dei spettatori. Inoltre si trattava di garantire il regolare svolgimento della sfilata e la gestione della viabilità".

La Polizia inizialmente era presente solo "con l’intenzione di controllare la situazione", si legge ancora nella nota in cui la Polcantonale spiega il suo punto di vista sull'accaduto, ma poi "ha dovuto intervenire in forze per liberare il passaggio della sfilata dopo che alcuni membri della Clown Army e del CSOA il Molino avevano superato il cordone di sicurezza militare, sdraiandosi a terra".

"Una parte delle forze - precisa la Polcantonale - è intervenuta sul gruppo a terra, che opponeva resistenza passiva, per tradurli presso la sede della Gendarmeria di Lugano. Per alcuni è stato necessario l’ammanettamento. Nel contempo le altre forze respingevano gli altri manifestanti oltre le corde di sicurezza. Il settore, delimitato dagli organizzatori, doveva essere tenuto sino a fine manifestazione. Questa azione è stata caldamente sostenuta ed applaudita dalle migliaia di spettatori. Ad un certo punto vi è stato un momento di serio pericolo a causa del frastuono dei tamburi dei contestatori, che hanno fatto imbizzarrire alcuni dei cavalli che aprivano la sfilata. L’atto di contestazione si spostava quindi in Via Bossi, davanti al Posto di Polizia, dove una cinquantina di persone reclamavano il rilascio delle undici persone fermate. Per tutto il tempo degli accertamenti, i dimostranti hanno provocato le forze dell’ordine, che non hanno reagito in alcun modo. In seguito al rilascio dei fermati e dopo alcuni minuti di ovazioni, il gruppo si allontanava, ritornando comunque sui suoi passi poco dopo. In seguito hanno ostruito l’accesso al Posto di Polizia, perturbando il traffico su via Bossi e provocando gli agenti presenti. La Polizia ha proceduto quindi al fermo di altre 5 persone, con lo scopo di identificare tutti gli attori del perturbamento della sfilata sul lungolago. A seguito dei questi fermi i manifestanti hanno reagito con violenza, lanciando pietre, sedie, biciclette e lattine di birra contro gli agenti. Le forze dell’ordine hanno quindi sgomberato l’area antistante il Posto per un raggio di sicurezza di 50 metri. In questa fase, a scopo di difesa personale, è stato fatto uso dello spray al pepe. A questo punto la manifestazione si è disciolta".

Le undici persone fermate sul lungolago, dopo la loro identificazione e gli accertamenti sono state rilasciate, mentre le cinque persone fermate in un secondo tempo sono state interrogate e denunciate al Ministero Pubblico.


 
     
   
  > Commenta questo articolo  
> Aggiungi una traduzione a questo articolo
> Scarica l'articolo in formato .PDF
> Invia questo articolo per email