Cos'è la LRU francese?
  14-12-2007 11:40
Autore : ((i))
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  La L.R.U.(Legge sulle Libertà e Responsabilità delle Università) è una legge che tocca vari ambiti. I punti centrali e più controversi della legge sono 2:  
     
  1) l'entrata delle grosse ditte nei finanziamenti, e la possibilità di essere rappresentate nelle istanze decisionali. Si stanno già creando master su misura (come un master Microsoft, e un Master Credit Lyonnais). Il mercato decide chi e cosa deve essere insegnato nelle università, e se non interessa il mercato, si taglia (facoltà di lettere classiche di nizza, -74% del budget dal 2008!). 2) la dotazione di pieni poteri al rettore, che potrà decidere chi assumere E CHI RIFIUTARE a sua dscrezione. Per quel che riguarda i finanziamenti, lo Stato smetterà di pagare tutta una serie di costi di gestione delle università (dalla gestione degli immobili ai salari). Di fatto, le università si ritroveranno ben presto in una situazione di penuria finanziaria e saranno costrette a cercare sussidi altrove. I rischi a questo punto sono molti. Se i sussidi arriveranno dalle regioni, si creerà ben presto una maggiore differenziazione fra le università di regioni ricche e quelle di regioni povere. Le tasse d'iscrizione aumenteranno, di per sé, il testo della L.R.U. non dice nulla a questo proposito, ma molti rettori hanno già comunicato che un aumento sarà inevitabile. E la scelta sul da farsi, su come trovare nuovi sussidi, dipenderà da loro, infatti, la L.R.U. sancisce l'autonomia delle università. Ma il nuovo principale soggetto che farà così la sua piena entrata nel mondo della formazione è il mondo imprenditoriale. La nuova legge permette, infatti, non solo permette alle imprese di finanziare le università (attualmente i finanziamenti delle imprese sono consentiti solo in alcuni ambiti, quali la ricerca), ma le incentiva proprio, rimborsando il 60% delle donazioni. Ovviamente le imprese pretenderanno di avere voce in capitolo sui programmi. La legge cita anche altre fonti possibili di finanziamento, come la remunerazione di servizi (le università potranno vendere servizi come se fossero un'impresa), o come gli introiti da diritti di proprietà intellettuale (le università potranno vendere a imprese brevetti deposti da ricercatori), o ancora fondi ricavati da concorsi di entrata all'università (che quindi diventerebbero molto più frequenti). L'altro punto scottante della riforma è il concentramento del potere decisionale nelle mani dei rettori. La L.R.U. toglie potere sia al Consiglio degli Studi e della Vita Universitaria (CEVU), che si occupa di garantire le libertà politiche e sindacali degli studenti, sia al Consiglio Scientifico (CS), che si occupa di valutare la qualità della politica dell'Università, in particolar modo garantisce metodi di assunzione onesti, per condensarlo nel Consiglio di Amministrazione (un organo composto da solo una trentina di persone, di cui la percentuale di persone esterne al mondo accademico è in continuo aumento) e in particolare nella figura del rettore, che avrà diritto di veto in molti ambiti. Anche altri punti della riforma hanno conseguenze molto negative, come la moltiplicazione dei tipi di diplomi rilasciati o l'introduzione di statistiche concernenti il tasso d'inserimento professionale nelle diverse discipline. Lo scopo della creazione di diversi tipi di diplomi è di riuscire a creare anche in Francia un modello universitario sullo stile anglosassone (A), composto da due tipi di università, quelle di serie B che avranno il compito di formare mano d'opera a basso costo per le imprese, dotate di mezzi finanziari ridotti e in grado di formare gli studenti solo a livello di bachelor (3 anni), e quelle di serie A, elitarie, presumibilmente una quindicina, in grado di proporre masters. Si vuole infatti modificare il Codice del Lavoro che sancisce uguaglianza di statuto per i titolari di formazioni equivalenti. Invece lo scopo delle statistiche sull'inserimento nel mondo del lavoro dei giovani diplomati è di poter penalizzare finanziariamente, o sopprimere, quelle discipline il cui sostegno finanziario è giudicato poco redditizio.  
     
   
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