Tema/i | repressione : Processo al Sud Ribelle: chiesti 50 anni di carcere
  24-01-2008 22:06
Autore : Supporto Legale
 
 
  50 anni di pena, questa la richiesta del pm per gli imputati del Sud ribelle,13 persone, accusate a vario titolo di associazione sovversiva.
 
     
  Siamo giunti alle battute finali del processo che si tiene a Cosenza e che vede coinvolte 13 persone, accusate a vario titolo di associazione sovversiva, ai fini di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il Global Forum di Napoli e al G8 a Genova nel luglio 2001 e creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato. Niente male, come impianto.

Un processo che fin dalle sue premesse si farà ricordare come tragicamente farsesco, grottesco, una commedia all'italiana, più 'I Mostri', che non 'I Soliti Ignoti'.
I momenti in cui non si ride, corrispondono con la lettura delle richieste del pm Fiordalisi, voglioso di prendersi qualche attimo di gloria. Peccato sia oscurato dalla querelle Prodi si, Prodi no.
Le pene vanno dai 2 anni e sei mesi ai sei anni. Per tutti gli imputati sono state richieste anche misure di sicurezza, da tradursi in libertà vigilata per periodi che vanno da un anno a tre anni.

Le comiche però non mancano nell'iter processuale: è il 2002 quando alcuni piccoli funzionari di polizia si fanno il giro delle procure d'Italia per trovarne una disponibile a mettere sotto processo la rete di attivisti che organizzò il controvertice di Napoli 2001. Incontrano molte porte in questo peregrinare: gli sbattono tutte in faccia tranne una, quella della procura di Cosenza e del pm Fiordalisi il cui imperituro ricordo si lega a quattro inchieste del CSM su di lui e ad inchieste particolari: fu lui a chiudere l'inchiesta sulla Jolly Rosso nave facente parte del progetto COMERIO, su cui anche Ilaria Alpi stava seguendo la pista.

E' il 15 novembre 2002: le case di decine di attivisti di Napoli, Cosenza, Taranto, Vibo Valentia, Diamante e Montefiscone, vengono nottetempo devastate dalle perquisizioni delle forze dell'ordine: il risultato è venti persone arrestate, ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari, quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta, computer, libri, intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche.

Ancora una volta ci tocca dire "Nessun rimorso": come per Genova, così per Napoli non ci può essere alcun rimorso in chi ha tentato di opporsi al potere economico mondiale.
Per questo, per dimostrare a questi 13 imputati di non essere soli, saremo in piazza a Cosenza il 2 Febbraio.
La Storia siamo noi.

Supportolegale



 
     
   
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  Caruso: «Orgogliosi delle accuse del pm» 2008-01-24 22:31  
COSENZA - Sei anni di carcere sono stati chiesti per Francesco Caruso, deputato di Rifondazione comunista, Luca Casarini, leader delle tute bianche, e Francesco Cirillo, esponente del movimento no global calabrese, dal pm Domenico Fiordalisi, al processo contro tredici militanti della «rete del Sud Ribelle», imputati in Corte d'assise a Cosenza per associazione sovversiva con riferimento agli incidenti accaduti nel 2001 al G8 a Genova e in precedenza a Napoli. Per Caruso, Casarini e Cirillo, Fiordalisi ha chiesto anche tre anni di libertà vigilata, evidenziandone la «pericolosità sociale». Il pm ha inoltre chiesto la condanna a tre anni e sei mesi per Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna Curcio, Antonino Campennì, Salvatore Stasi e Peppe Fonzino e due anni e sei mesi per Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi ed Emiliano Cirillo.

UDIENZA - Prima dell'udienza, Casarini ha definito quello di Cosenza «un processo politico inventato per criminalizzare un grande movimento che ha costruito Genova e una stagione politica in questo Paese. Questo processo - ha detto ancora Casarini - è un esempio di come la magistratura possa diventare un'arma politica nelle mani di chi vuole restaurare». «Contro le mafie e le corruzioni - è scritto su uno striscione esposto all'ingresso del tribunale - prescrizioni e assoluzioni, contro movimenti e lotte sociali tonfa teoremi e leggi sociali».

LA REQUISITORIA - In apertura di seduta, la Corte ha rigettato tutte le eccezioni presentate dalla difesa nell'udienza di lunedì scorso, alcune sull'utilizzo delle intercettazioni. Poi è iniziata la requisitoria del pm, Domenico Fiordalisi. Il quale ha sottolineato subito come nelle intercettazioni si evinca un vero «obiettivo politico» nel voler rendere «ingestibili» le città durante i vertici governativi e come sia innegabile la presenza di Caruso nei pressi di un furgone che poi, si è dimostrato, trasportava mazze e bastoni usati negli scontri.

«IN TRIBUNALE A TESTA ALTA» - «Le accuse abnormi che ci rivolge il pm sono accuse che ci riempiono di orgoglio» ha detto Caruso. «Essere accusati di cospirazione politica, le stesse accuse che venivano rivolte a Pertini e Mazzini, sono ben altra cosa da chi viene accusato e condannato per mafia, tangenti e corruzione. Per questo entriamo in tribunale a testa alta, convinti che le nostre battaglie contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali non possono essere fermate da un tribunale o da un pm e ancor meno dai suoi assurdi teoremi».

Corriere.it
  Mobilitiamoci in massa! 2008-01-24 22:49  
Il carnefice di Cosenza ha sentenziato, oltre 50 anni di carcere ai 13 compagni/e accusati di " cospirazione politica".
Il PM Fiordalisi,dopo un delirante sproloquio durato 6 ore ha formulato le aberranti richieste di condanna : 6 anni e 6 mwsi ai compagni Caruso-Casarini-Cirillo, 3 anni e 6 mesi a tutti gli altri, tranne 3 a 2 anni e 6 mesi.
50 ANNI TONDI, per intimidire,minacciare,reprimere il conflitto sociale e sequestrare alcuni dei suoi protagonisti !

Tanta infamia non deve passare ! Facciamo di tutto per protestare in ogni luogo e per sostenere l'assoluzione dei compagni processati per il balordo teorema inventato dai ROS.
Mobilitiamoci in massa partecipando alla manifestazione, indetta da un vastissimo e plurale arco di forze , per il 2 febbraio a Cosenza.
Hasta la vittoria !

Vincenzo Miliucci(EN Confederazione Cobas)

Vincenzo Miliucci