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Primo febbraio 2008. Se qualcuno dice che c'è una manifestazione "di fronte all'ambasciata a Città del Messico, quasi sempre si riferisce all'ambasciata degli Stati Uniti, per essere il simbolo dello stato terrorista più potente del mondo. Gli striscioni e i cartelli che esigono lo stop della repressione non si vedono frequentemente di fronte le ambasciate situate nella lussuosa zona di Lomas de Chapultepec, un territorio alieno per i manifestanti che sono venuti all'ambasciata italiana oggi.
Le richieste? La fine della criminalizzazione dei movimenti sociali in Italia e l'annulazione della sentenza dei 24 prigionieri politici recentemente con 11 anni di carcere per aver protestato contro il G8 a Genova nel 2001, quando più di 300.000 persone riempirono le strade per manifestare contro la guerra e la fame imposta e promossa dagli 8 potenti riuniti lì.
Appoggiato da 28 collettivi e gruppi del Messico (e non solo)*, si è letto un documento affermando:
"Mentre i leader del G8 si trovavano assediati in una zona di sicurezza, le forze di polizia e militari italiane attaccarono brutalmente tutti i manifestanti con manganell, gas lacrimogeni, colpi d'arma da fuoco, rendendo evidente che questo livello repressivo era premeditato. Le strade di Genova si trasformarono in uno scenario di guerra, con migliaia di manifestanti costretti a difendersi erigendo barricate contro la feroce offensiva della polizia.
Durante gli scontro il compagno Carlo Giuliani, di 23 anni, viene assassinato da un carabiniere con un colpo di pistola sparato in faccia, mentre centiania di partecipanti ai cortei vengono picchiati, ricoverati e torturati. Nelle caserme e nei commissariati i manifestanti subirono minaccie di morte e stupro, a molti gli strapparono piercing e orecchini con le pinze, furono costretti a restarsene in piedi ore cantando inni fascisti.
Nella notte del 21 luglio, gli edifici che ospitavano alcuni attivisti e la radio di movimento, il mediapoint, furono barbaramente sgomberati: dei 93 arrestati di questa operazione, più di 60 furono ricoverati per i colpi ricevuti."
Questo tipo di repressione non è affatto diversa dall'attacco a danno dgli e delle attiviste messsicane che esigevano un mondo migliore a Cancun (2002) e Guadalajara (2004), tacciati come "globalfobici" dal un grande svenditore del Paese, Ernesto Zedillo. E le scene dei robocop che attacano i manifestanti a Genova sono molto simili ai brutali attacchi militare nelle strade di San Salvador Atenco e Oaxaca.
In Italia, come in Messico, le azioni repressive non si limitano a una sola direzione. Mentre i gruppi paramilitari aggrediscono le comunità zapatiste in Chiapas per levargli le terre recuperate nell'insurrezione del 1994, i poliziotti e i gruppi fascisti in Italia attacano gli attivisti a Torino, Firenze e Roma. E, che sorpresa!, le persone picchiate, ferite e torturate sono accusate di vari reati, riconosciute colpevoli e condannate ad anni di galera.
Rispetto ai manifestanti detenuti detenuti a Genova nel 2001, il documento letto oggi all'ambasciata italiana prosegue:
"La vendetta dello Stato continuò nelle aule dei tribunali. 25 manifestanti furono scelti come capro espiatorio e accusati di "devastazione e saccheggio", ignorando che la gente dovette difendersi della violenza brutale della polizia. Hanno voluto, nel corso di questi lunghi anni di processo, riscrivere la storia, la cronaca, le ragioni degli scontri e dei cortei di Genova. Nei tribunali hanno cancellato la verità dell'assassinio di Carlo Giuliani, sentenziando che fu per un proiettile colpito da un sasso di un manifestante che "sfortunatamente" uccise Carlo.
Infine il tribunale avallò la tesi del Potere: il 14 dicembre 2007 24 manifestanti sono stati condannati con pene fino a 11 anni di carcere, mentre gli assassini e torturatori in divisa di Genova ancora godono dell'impunità e i loro superiori sono stati promossi di grado.
I firmatari di questo appello esigono l'annullamento immediato della sentenza emessa dai giudici di Genova, perché la storia delle lotte sociali e antineoliberiste non si scriva nei tribunali, e fanno responsabile lo Stato Italiano delle violenze avvenute a Genova e delle pesanti condanne che i tribunali continuano ad assegnare ai lottatori sociali d'Italia, attraverso l'accusa fascista di "associazione sovversiva".
La storia siamo noi, Genova non si dimentica! Libertà per i/le prigionieri/e politici/he di Genova, d'Italia, del Mondo!"
Leggi l'altro documento, del collettivo Nodo Solidale, letto all'Ambasciata:
http://www.autistici.org/nodosolidale/news_det.php?id=414
*Firmatari
Colectivo Autonomo Magonista (Df, Mexico) Nodo Solidale (Italia) ALMA - Alianza Libertaria Magonista (Df, Mexico) Colectivo Radio Proletaria 107.5fm (Tuxtla, Mexico) OPEZ, MLN, COAECH (Tuxtla, Mexico) Coordinadora Autonoma Tecnologias Apropriadas y Salud (Chiapas, Mexico) Comité por la Defensa de los Derechos Indigenas Xanica (Oaxaca, Mexico) Amig@s de Mumia (Df, Mexico) Colectivo un granito de Café (Df, Mexico) Frente de Trabajadores del IMSS (Df, Mexico) Asociación de Iniciativas Populares Ditsö (Costa Rica) VOCAL - Voces Oaxaqueñas Construyendo Autonomía y Libertad (Oaxaca, Mexico) RAI - Recursos d'Animació Interculturals (Catalunya, Espanya) Ké Huelga Radio 102.9 fm (DF, Mexico) Cooperativa Libertas Anti Corp (DF, Mexico) Regeneración Radio (DF, Mexico) OIDHO - Organizaciones Indias por los Derechos Humanos en Oaxaca (Oaxaca, Mexico) Colectivo Votan Zapata (DF, Mexico) Círculos de estudio de género y feminismo (DF, Mexico) Asamblea universitaria de la Universidad Autónoma Metropolitana Unidad (DF, Mexico) Grupo de Acción Revolucionaria (DF, Mexico) C.L. José Marti (DF, Mexico) La Otra UAM- A (Azcapotzalco, Mexico) Movimiento de Bases Magisteriales de Tlaxcala (Tlaxcala, Mexico) Indymedia México (Mexico) Movimiento de Lucha Popular (DF, Mexico) Estudiantes de la FES Iztacala (Stato de Mexico, Mexico) Frente Nacional de Lucha por el Socialismo (Puebla, Mexico) |
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