Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione | ecologia : I ministri delle finanze del G20 non hanno raggiunto un accordo sul finanziamento del trattato sul clima
  11-11-2009 18:21
Autore : ((i))
 
 
  I ministri delle finanze degli Stati del G20 non sono riusciti a raggiungere un accordo sul finanziamento necessario a un trattato internazionale per ritardare il cambiamento climatico. I ministri si sono incontrati a St Andrews, in Scozia, gli scorsi 6 e 7 novembre.

All'esterno del meeting dei ministri studenti e società civile si sono radunati in un'assemblea alternativa. Inoltre sabato gli studenti hanno bloccato i ministri sulla strada verso il meeting, cercando di disturbarne l'arrivo. Gli attivisti hanno formato una catena umana che bloccava entrambe le corsie e la polizia ha effettuato 5 arresti. E' stato organizzato anche un corteo contro il G20 (foto) in cui gli studenti hanno denunciato le politiche economiche introdotte dal G20 in tempo di crisi.

Gli scarsi progressi dei ministri del G20 ricordano l'insuccesso delle negoziazioni di Barcellona della scorsa settimana, che probabilmente ha compromesso l'esito della conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Copenhagen (COP 15).
 
     
  Il G20 è composto da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa, Corea del Sud, Turchia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione Europea, con l'assistenza di rappresentanti della Banche Centrali, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Dr. Richard Dixon, direttore di WWF Scozia, afferma che la riunione dei ministri delle finanze del G20 si è dimostrata un evento di scarsa rilevanza che ben delinea la politica che le nazioni industrializzate stanno intraprendendo in vista del vertice di Copenhagen. Il fallimento dei ministri del G20 è una grande delusione: considerando che questa gente dirige le più ricche compagnie del monto è improbabile che si dedicheranno seriamente alla causa del clima prima dell'inizio della conferenza di Copenhagen.

Sulle strade di St. Andrews, lo studente di relazioni internazionali Oliver Kearns racconta che il piano del G20 di utilizzare il FMI come attore principale nel piano di rilancio economico sembra uno scherzo. Infatti sono proprio le politiche economice basate su tagli al settore pubblico imposte dal FMI che hanno peggiorato la situazione di molti paesi durante la recessione economica. Al contrario le nazioni occidentali durante i periodi di crisi sono solite praticare la politica opposta, come dimostra ad esempio la nazionalizzazione delle banche.

Molti paesi emergenti dubitano che il G20 sia l'assemblea più opportuna per discutere la questione del cambiamento climatico. E' evidente che c'è una divisione, fra nazioni industrializzate e nazioni emergenti, sulle modalità di divisione dei costi per la riduzione dell'impatto ambientale causato dalle emissioni antropiche.

In un reportage della rete televisiva World News Australia, Max Lawson sostiene che per l'ennesima volta il G20 si è dimostrato incapace di attuare ciò che sostiene con la sua stessa retorica. Nel frattempo Copenhagen si fa sempre più vicina, ma le centinaia di milioni di persone che nel mondo intero stanno già soffrendo la fame a causa dei cambiamenti climatici non potranno espettare più a lungo per un accordo.

Articolo originale di Indymedia Scozia


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