Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione | migrazioni / antirazzismo / NoBorder : Noi edificazione minareti, reazioni estere
  30-11-2009 21:47
Autore : da ats
 
 
  Il giorno dopo il 'Sì' all'iniziativa contro l'edificazione di minareti in Svizzera l'Europa si esprime.  
     
  Il "no" svizzero ai minareti suscita vive reazioni all'estero. Tendenzialmente i membri di esecutivi dei Paesi europei e di organizzazioni internazionali criticano il voto denunciando una violazione della libertà religiosa. Di tutt'altro parere gli esponenti di partiti nazionalisti e di estrema destra che elogiano il coraggio dell'elettorato elvetico.

ONU - Severo il commento della Relatrice speciale dell'Onu sulla libertà di religione e credo, Asma Jahangir, che in un comunicato pubblicato a Ginevra parla di "una limitazione ingiustificata alla libertà di praticare la propria religione ed una discriminazione evidente nei confronti della comunità musulmana in Svizzera (...). Questa votazione ci ricorda che nessuna società è al riparo dall'intolleranza religiosa". La Jahangir ha quindi esortato le autorità svizzere "a rispettare tutti gli obblighi internazionali del Paese e a prendere tutte le misure necessarie a proteggere pienamente il diritto alla libertà religiosa e di credo dei membri della comunità musulmana".

Siamo preoccupati per il bando dei minareti e stiamo esaminandone le implicazioni", ha dal canto suo affermato un portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani, sempre a Ginevra.

Consiglio d'Europa - Molto critici i toni anche da parte di Lluis Maria de Puig, presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. "Se da un lato questa decisione riflette le paure della popolazione svizzera e dell'Europa nei confronti del fondamentalismo islamico, dall'altra, mentre non aiuterà ad affrontare le cause di questo fondamentalismo, è molto probabile che incoraggi sentimenti di esclusione e approfondisca le spaccature all'interno della nostra società", sottolinea de Puig, aggiungendo che i risultati di questa votazione "sono contrari ai valori di tolleranza, dialogo e rispetto per chi professa un altro credo, valori da sempre sostenuti con forza dal Consiglio d'Europa", di cui la Svizzera ha assunto la presidenza semestrale il 18 novembre.

Commissione europea - Più diplomatico il registro usato dalla Commissione europea, che "non può intervenire né commentare la decisione di un Paese terzo", ha detto Michele Cercone, portavoce del commissario alla Libertà e Giustizia Jaques Barrot. Ma, ha aggiunto Cercone, "in generale Bruxelles ritiene che lo Stato sovrano debba rispettare il più possibile la libertà di religione".

Bernard Kouchner, Francia - Bernard Kouchner, ministro francese degli esteri, si è detto "scandalizzato" dall'esito del voto. "È stata una manifestazione di intolleranza e io detesto l'intolleranza. Sono un tantino scandalizzato da questa decisione, la ritengo negativa poiché se non si possono edificare minareti vuol dire che si opprime una religione".

Franco Frattini, Italia - Per il ministro degli esteri italiano Franco Frattini la decisione del popolo svizzero desta preoccupazione. L'Italia "difende il diritto di esporre il crocifisso nelle scuole, quindi guardiamo con preoccupazione a certi messaggi di diffidenza o addirittura proibizione verso un'altra religione", ha detto.

Kosovo - Il Kosovo, uno dei principali Paesi da cui provengono i musulmani della Svizzera, reagisce con incomprensione e delusione. È "un voto di cui dispiacersi" che lancia "un segnale negativo", ha sottolineato l'ambasciatore nella Confederazione Naim Malaj.

Vaticano - In Vaticano il presidente del Pontificio consiglio dei migranti, monsignor Antonio Maria Vegliò, ha detto di essere "sulla stessa linea dei vescovi svizzeri", che ieri hanno espresso forte preoccupazione per quello che hanno definito "un duro colpo alla libertà religiosa e all'integrazione".

Israele - Anche in Israele l'esito della votazione ha avuto grande risalto sulla stampa e solleva reazioni critiche. In Europa, avverte ad esempio il quotidiano "Maariv", "è iniziata adesso una reazione" contro la popolazione islamica, condotta simultaneamente in vari Paesi da forze nazionaliste e xenofobe".

Paesi arabi - Reazioni molto negative giungono dai Paesi arabi e di tradizione musulmana. "È un grande rammarico constatare che nel momento in cui le società musulmane sono impegnate nella lotta contro i fondamentalismi, il mondo occidentale è preso in ostaggio da estremisti che sfruttano l'Islam come capro espiatorio e come piattaforma per promuovere un'agenda politica che contribuisce alla polarizzazione e alla frammentazione delle società", ha dichiarato il segretario dell'Organizzazione della conferenza Islamica (Oci, che riunisce 57 Paesi) Ikmeleddin Ihsanouglu.

Organizzazione musulmana d'Indonesia - Dall'altra parte del pianeta la principale organizzazione musulmana d'Indonesia ha denunciato l'"odio" e l'"intolleranza" degli svizzeri nei confronti dell'islam. Più geograficamente vicini all'Europa la Guida suprema dei Fratelli Musulmani Mehdi Akef ha detto al Cairo che il voto elvetico va "contro tutte le prassi internazionali, i diritti dell'uomo e la libertà di culto".

Libia - Dal canto loro i mezzi di informazione libici si esprimono in termini molto critici, fino a evocare il "razzismo" degli svizzeri. La Jana, l'agenzia governativa, pubblica ad esempio un servizio dal titolo "La Svizzera razzista vieta ai musulmani di costruire minareti per le loro moschee".

Invito tedesco alla riflessione - Alcuni commenti invitano alla riflessione. Wolfgang Bosbach, presidente cristiano democratico della Commissione degli interni del Bundestag tedesco, invita a prendere seriamente le preoccupazioni della popolazione e ad evitare di criticare in modo altezzoso l'esito dello scrutinio.

Maurizio Gasparri: 'c'è preoccupazione per il dilagante islamismo' - In Italia è ancora più profilata la posizione di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Popolo della Libertà (Pdl). "Il risultato del referendum svizzero è chiaro. In Europa anche paesi notoriamente più tolleranti guardano con preoccupazione al dilagare dell'islamismo e delle sue forme più estreme". "Moschee o minareti - ha aggiunto - spesso non sono solo simboli di culto, ma luoghi dove i predicatori di odio, nella loro lingua, infondono i dettami della violenza e dell'intolleranza. In pericolo non c'è solo la nostra identità cristiana, ma la nostra sicurezza", sostiene Gasparri.

Roberto Calderoli: "un referendum anche in Italia" - Stando a quanto annunciato dal ministro italiano per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, nel dibattito sulle riforme in programma mercoledì pomeriggio al Senato, la Lega Nord presenterà una proposta per consentire anche in Italia un referendum sui minareti sull'esempio dell'iniziativa accolta in Svizzera.

Destra europea soddisfatta - Ieri sera numerosi partiti nazionalisti e di estrema destra europei avevano già manifestato grande soddisfazione per l'esito della consultazione. Lo interpretano come una vittoria sull'islam radicale e lo considerano un esempio da seguire anche nel loro paese. Tra questi la Lega Nord in Italia, con in prima fila il ministro Calderoli, il Front National in Francia, l'FPÖ e il BZÖ (due partiti , di estrema destra) in Austria, nonché il partito del popolo danese.
 
     
   
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