Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione | ecologia : IBM e la società del controllo
  07-09-2010 18:36
Autore : PMO traduzione
 
 
  Abbiamo finalmente tradotto un interessante opuscolo di Pieces et Main d'Oeuvre [http://www.piecesetmaindoeuvre.com], un atelier di bricolage per la costruzione di uno spirito critico di Grenoble, come amano definirsi loro, sul nuovo progetto di IBM “per un pianeta più intelligente“. Si tratta di un testo frutto di una bella ricerca e pieno di spunti.

 
     
  Un mattino su Le Monde il vostro occhio casca su una pagina intera di pubblicità dell'IBM, “per un pianeta più intelligente“. Nei mesi successivi incappate in molteplici inserti pubblicitari di giornali e di riviste che sviluppano lo slogan in lunghi testi programmatici divisi per temi – la città, i trasporti, l'industria, la salute, ecc. - e vi arrendete all'evidenza: IBM sta facendo una campagna per un progetto tecno-statale globale. Se avete un qualunque riflesso, un poco di curiosità, di sensibilità alla questione, vi prendete il compito di capirci qualcosa in più; di indagare sull'International Business Machines. Eventualmente scoprirete una verità che risale al 1943 quando IBM collaborava con tanto ardore e con tutte le sue capacità alla „soluzione finale“: l'insieme “dei cittadini del mondo è sotto il giogo di un mostro internazionale.“ Sì ma poi?

IBM è all'origine dello sviluppo delle nanotecnologie grazie all'invenzione nei suoi laboratori zurighesi nel 1972 del microscopio a effetto tunnel. Oggi è al lavoro sulla numerizazzione del mondo grazie ai chips, ai sensori e alle connessioni resi possibili dalle stesse nanotecnologie. Un progetto di pilotaggio del mondo-macchina (cibernetica) che completa quello dell'uomo-macchina fatto da impianti elettronici. IBM lavora alla società del controllo.

Se la polizia è l'organizzazione razionale dell'ordine pubblico e la guerra un atto di violenza per imporre la nostra volontà ad altri, questo tipo di razionalità e questa violenza fusionano e culminano nella tecnologia. Il nanomondo, o il tecnototalitarismo, è una di quelle verità che non si possono guardare dritto negli occhi. Forse perché coloro che considerano la questione – militanti, giornalisti, scienziati – credono pure loro che non ci si possa fare nulla, e allora parlano d'altro per stordirsi, per distrarsi e per salvarsi la faccia.

Abitando a Grenoble, non abbiamo questa libertà. È qui, in questo momento, che il Musée Dauphinois presenta una un'esposizione lussuosa e astuta, alla gloria di Vaucanson e dell'uomo-macchina. È qui che IBM si è impiantata nel 1967, nei suoi locali dell'Istituto di Matematiche Applicate (IMAG) e fa oggi comunella con il Commissariato all'Energia Atomica (CEA), nel piano Nano 2012. È Michel Destot, sindaco di Grenoble, anziano ingeniere al CEA, che collabora al progetto d'IBM per un „pianeta intelligente“ e fa l'apologia della città-macchina di Singapore.

Stavamo lavorando alla stesura di un testo intitolato „l'IBM e la società di controllo“quando abbiamo appreso la notizia dell'arresto in Svizzera di tre anarchici accusati di voler far saltare in aria un laboratorio dell'IBM a Zurigo. Ignoriamo le loro motivazioni e i dettagli delle accuse, ma una cosa resta certa ai nostri occhi: chiunque essi siano, questi ribelli non hanno sbagliato il bersaglio.
 
     
 
> IBM e la società del controllo
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  la scoperta dell'acqua calda 2010-09-07 23:30  
Certo che materializzare la società del controllo nel "mostro" IBM, fino a giudicarlo un bersaglio giusto mi sembra al quanto riduzionista. Il controllo sta nel come si usano le tecnologie, non nelle tecnologie in sè. La società del controllo non è solo quella tecnologica. Sistemi di controllo sono anche lo "star system", la moda, e la cultura di massa in generale...
Distruggere fisicamente le tecnologie non fermerà il controllo, lo rafforzerà.
il gioco sta nell'hacking, non nello scontro frontale. + Deleuze - Zerzan
- A -