Ancora nucleare in Svizzera?  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - guerra - :  
  13-07-2008 15:46  
  nuck Vista la bocciatura popolare della moratoria proposta nel 2003, e il parere positivo del WEF, il 9 giugno scorso l'ATEL ha presentato la richiesta di autorizzazione per una nuova centrale nucleare da costruirsi a Niedergösgen nel canton Soletta.
Si tratterebbe della sesta centrale presente sul territorio elvetico, la richiesta è motivata dal continuo aumento dei consumi e dall'avvicinarsi della fine del ciclo produttivo delle centrali già presenti.

I principali punti critici della questione sono legati ai pericoli di incidenti e all'aumentata incidenza di malattie nella popolazione. Già oggi nel canton Soletta, dove si trova centrale di Gösgen, si riscontra un'inspiegabile frequenza di casi di leucemia.
Altro punto critico riguarda lo stoccaggio delle scorie, radioattive per centinaia di anni a cui non si è ancora riusciti a trovare una sede sicuro e definitiva.

Valide alternative all'energia nucleare sono tutt'ora presenti. Si tratta di una scelta politica, ma anche personale applicando quotidianamente la decrescita.

Si moltiplicano le opposizioni al nucleare nel canton Berna
 
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Lotte diffuse per territori vivibili  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - :  
  02-06-2008 20:59  
  elettrosmog Nel nostro cantone, sempre più spesso, gruppi di cittadini si mobilitano, organizzandosi dal basso per opporsi alle poco oculate scelte in campo ambientale dei governanti.
Lotte molto diverse che hanno però in comune il desiderio di intendere la gestione del territorio e dell'ambiente che ci circonda in maniera più dolce e vicina alle esigenze dell'essere umano e non, ce lo auguriamo, semplici sintomi della sindrome NIMBY.

Grande eco mediatico hanno avuto le resistenze popolari nei confronti del sovradimensionato stand di tiro sul Monte Ceneri (che aprirebbe le porte a redditizie speculazioni su cui sorgono oggi gli stand regionali), la grande opposizione che ha fermato la deleteria "Variante 95" che avrebbe tagliato a metà il piano di Magadino e l'infruttuoso tentativo di evitare la costruzione di un gigantesco ed inquinante inceneritore per i rifiuti a Giubiasco.

Ma sono parecchie le lotte di dimensione minore che sono in corso.
Dalla Capriasca sono state raccolte oltre 1'500 firme proponendo una moratoria sulla costruzione di antenne di telefonia mobile. L'elettrosmog preoccupa anche i cittadini di Bellinzona, di Melide di Novazzano e di Novaggio che, in maniera diversa si sono mobilitati contro questa nuova fonte di inquinamento su cui ancora si sa poco.

Nei paesi attorno a Sonvico-Dino, si è costituita nelle scorse settimane l'associazione "Territori vivibili" che vuole contrastare la posa di una nuova antenna UMST che irradierebbe tutti i comuni circostanti (vedi mappa). Ne è nata una vera e propria battaglia con Swisscom e Orange. Anche in questo caso oltre 1500 firme sono state raccolte.

> Mappa delle antenne in Ticino

Gli abitanti della Val Onsernone (storica valle popolata da neorurali) si stanno ribellando alla costruzione di una diga, su territorio italiano, che prosciugherebbe le acque del torrente Isorno. Le acque del Ceresio sono invece solcate da Pirati che navigano e praticano arrembaggi per rivendicare l'accesso alle rive sempre più spesso occupate da scempi edilizi.
Nel mendrisiotto si è creato il "comitato contro la superstrada" per evitare la costruzione di un nastro d'asfalto a scorrimento veloce che collegherebbe, con danni evidenti, Mendrisio e Varese.

Per tutte le persone in lotta per dei territori vivibili nel nostro cantone, non possono che suonare familiari le parole dell'EZLN da una presa di posizione (2) dello scorso anno: "La terra ed il territorio non sono solo fonti di lavoro e di alimenti, sono pure cultura, comunità, storia, origine, sogni, futuro, vita e madre."
 
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Dalla Campania al Ticino, storie di 'monnezza  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - :  
  14-01-2008 22:57  
  recicla La situazione d'emergenza che sta vivendo Napoli e tutta la regione Campania ha fatto riaccendere, pure in Ticino, la discussione attorno allo smaltimento dei rifiuti.
La prossima apertura del controverso inceneritore di Giubiasco e la possibilità che la 'monnezza prodotta all'estero possa essere scaricata nel nuovo impianto, sta assumendo i toni del famoso nimby (non nel mio giardino).
Le rassicurazioni in questo ambito del Direttore dell'Azienda Cantonale dei Rifiuti Claudio Broggini sono state immediatamente smentite [1 e 2], facendo così riaffiorare lo spettro che il nuovo impianto di Giubiasco possa diventare un grande magnete per l'immondizia estera. Prospettiva tutt'altro che remota visto il largo sovradimensionamento del termovalorizzatore.

Il discorso legato ai rifiuti è però molto più profondo e si collega da una parte ai meccanismi di produzione, sviluppo sostenibile e politica ambientale, dall'altra alla lotta contro la costruzione di grandi impianti di smaltimento che avvantaggiano solo imprenditori e politici, danneggiando irrimediabilmente l'ambiente e i residenti locali.
La costruzione di nuovi impianti non è infatti una soluzione sostenibile per risolvere la problematica dell'emergenza rifiuti. La soluzione va invece ricercata nello sviluppo di un progetto a lungo termine che parta da una decrescita dei consumi e che continui con l'incentivazione della raccolta differenziata.

 
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Da Heiligendamm al WEF verso Monaco  
Feature Categoria ecologia - WEF - :  
  10-01-2008 00:21  
  format A3 Migliaia di poliziotti e 6500 militari si stanno preparando per proteggere i cosiddetti "Global leader" (rappresentanti del mondo economico- industriale e capi di governo) che anche quest'anno si incontreranno a Davos per il World Economic Forum per discutere e decidere sulle sorti del pianeta.

Il tema dell'anno scorso - la povertà nel mondo - è già stato superato e quest'anno tocca al clima. Questa problematica è già stata trattata durante il G8 di quest'estate in Germania, dov'è emersa la necessità di ridurre del 50% le emissioni di CO2 entro il 2050. A questo proposito Tony Blair ha recentemente dichiarato: "la verità è che nessun Paese, per quanto riguarda i problemi ambientali a lungo termine, sta riducendo la sua crescita o i propri consumi".
La questione in gioco è la crescita economica delle industrie, ovvero la base stessa dell'economia capitalista. Non c'è dunque da aspettarsi nulla di buono. I risultati del Summit di Bali ne sono testimonianza: "La riduzione dei gas che provocano l'effetto serra dal 25 al 40% non è stata resa obbligatoria".

 
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Variante95: Via la strada dal Piano!  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - :  
  18-09-2007 22:28  
  1 Il Piano di Magadino rappresenta l'ultimo territorio pianeggiante che, nonostante l'estensione sproporzionata di zone urbane ed industriali, presenta ancora importanti spazi agricoli. Costituisce il comparto territoriale con la maggiore biodiversità del Canton Ticino, e tra le più elevate della Svizzera. Centinaia sono le specie animali (moltissimi gli uccelli) che figurano sulla lista rossa (in pericolo d'estinzione) che vivono, si riproducono, svernano o semplicemente transitano da quest'area.

Il progettato collegamento veloce di tipo autostradale denominato Variante 95 (vedi mappa), sostenuto dalle lobby industriali, avrebbe ripercussioni molto negative: attirerebbe inevitabilmente nuovo traffico con il conseguente aumento dell'inquinamento. Occorre ricordare che nel piano è già in costruzione un inceneritore che contribuirà ad abbassare la qualità dell'aria nella zona! Inoltre la realizzazione della strada attirerà l'insediamento di centri commerciali, creando un nuovo scempio edilizio sullo stile del pian Scairolo.
Pure dal lato giuridico la realizzazione della Variante 95 è incerta in quanto potrebbe non essere conforme alla legge.

Il 30 settembre, grazie alle 16'000 firme raccolte, si è svolta una votazione sul tema. È stata proposta pure una versione ridotta e meno invasiva della strada, denominata "panoramica" ma pure questa alternativa non convince del tutto.
Contro la Variante 95, da parecchi mesi la popolazione si sta mobilitando (1 - 2 - 3 - 4)!
> Aggiornamento: La popolazione con diritto di voto in Ticino rifiuta la strada, qui i dati e le reazioni

Informazioni e link: vialastradadalpiano.ch - apmagadino.ch - ACSI - Blog delle donne contadine ticinesi
 
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A Losanna Paglia vs. Cemento  
Feature Categoria ecologia - spazi liberati - :  
  11-09-2007 19:43  
  Sul ripido scoscendimento sotto la sede dell'Espace Autogeré, in centro a Losanna (rue César-Roux 30 bis), il collettivo S'traw d'la Bale, dal 24 agosto scorso, sta costruendo una casa di paglia.

La struttura di base è ormai pronta, il tetto è già in posizione, e i lavori procedono a pieno regime nonostante la richiesta di demolizione avanzata dal comune di Losanna.

Lo scopo del collettivo è quello di realizzare un'abitazione urbana autonoma, con tanto di fitodepuratore (già in funzione), bagni ecologici, recupero dell'acqua piovana e pannelli fotovoltaici in completa autogestione, senza salari e senza specializzazioni tecniche.

L'occupazione del terreno è anche un modo di denunciare la speculazione in atto in città che rende i terreni a sola disposizione delle banche e alla lobby del cemento e di ricordare che "la casa è un diritto". La città si vanta della sua politica di "sviluppo sostenibile" ma tenta di distruggere un eserimento realmente innovativo (sia dal profilo tecnico che dal punto di vista sociale).

Il collettivo invita tutt* gli/le interessat* a partecipare all'autocostruzione!

: 1 e 2
> Il primo comunicato degli occupanti
 
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Climate Camp 07: un'altra fine del mondo è possibile  
Feature Categoria ecologia - :  
  23-08-2007 21:38  
  Protesters arrive at the camp for Climate Action Tra il 14 e il 21 agosto attivisti ecologisti da tutto il mondo si sono incontrati al Climate Camp sorto vicino all'aeroporto internazionale londinese di Heathrow, sul luogo in cui verrà costruita una terza pista di atterraggio.
Oltre 4mila case rischiano di essere abbattute e le 10'000 persone che le abitano dovranno presto trovare una nuova sistemazione, l'inquinamento fonico ed ambientale nella zona aumenterà esponenzialmente.

Oltre alle proteste e alle numerose conferenze organizzate, il campo sul clima mira a essere un esempio di vita a basso impatto con docce calde alimentate da pannelli solari, un sistema di riciclaggio delle acque chiare, gabinetti a compost ed un indy-mediacenter funzionante ad energia eolica e solare.

La polizia e le autorità hanno cercato in tutti i modi di boicottare l'evento dispiegando migliaia di agenti di polizia e applicando in maniera brutale le recenti norme antiterrorismo (sono almeno 70 gli arrestati).
Ciò nonostante le proteste sono state massicce con blocchi, cortei, occupazioni, picchetti, azioni di solidarietà in tutta Europa. Le proteste sono culminate con 24 ore di azione diretta.

Materiali e links:
Un report in italiano all'apertura del campeggio - foto
Video dal campo
- Pagina speciale a cura di globalprojet
- Cronologia della protesta e della repressione (en)
- Aggiornamenti in italiano sulle azioni del 16.8
- Aggiornamenti in italiano dall'ultimo giorno del campo
 
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Inceneritore di Giubiasco: veleni ed ipocrisia made in Ticino  
Feature Categoria ecologia - :  
  22-03-2007 16:17  
  inceneritore Alla fine ce l'hanno fatta: sono riusciti a dimostraci ancora una volta come politici e imprenditori nel nostro bel cantone hanno la meglio sulle decisioni del popolo e sul volere delle persone direttamente interessate.

I cantieri dell'eufemisticamente chiamato termovalorizzatore, sono già stati avviati, nonostante siano state raccolte migliaia di firme che avrebbero potuto portare davanti al Tribunale Federale la questione.

Questo inceneritore sarà uno scempio sia a livello ambientale che economico.

A differenza delle numerose alternative ecosostenibili già esistenti, questo termovalorizzatore non sarà altro che un "primitivo" forno a griglia dove, senza alcun riguardo per un'adeguata e civile separazione dei rifiuti, verranno dispersi tutti i veleni della spazzatura ticinese, portando la qualità dell'aria già pessima a un livello inaccettabile per la salute.

L'inceneritore potrebbe mettere in ginocchio molte aziende, biologiche e non, che trovano sede sul Piano di Magadino, in quanto le nanoparticelle prodotte dallo smaltimento dei rifiuti avrebbero un effetto devastante per la qualità dei cibi.

Inoltre un quarto delle ceneri saranno portate in un'altra centrale di smaltimento nel Mendrisiotto facendo diventare la valle della Motta, il "portacenere del Ticino".

25 marzo a Giubiasco
Per dire no a tutto questo, le "Individualità anti inceneritore", organizzano una manifestazione per domenica 25 marzo a Giubiasco.
> Maggiori informazioni, programma e volantino
Immagini della manifestazione 1 - 2

:: Materiali ::
Il parere del biologo Marco Rudin | No all'inceneritore e al sistema che lo genera | Inceneritore e labbro leporino (pdf) | Beppe Grillo: le nuove pesti | Effetti sulla salute (pdf)
 
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Campagna anti SUV: freniamo l'ipermotorizzazione contemporanea!  
Feature Categoria ecologia - :  
  01-03-2007 16:46  
  suv Si chiamano SUV, ovvero Sport Utility Vehicles, meglio noti come "i gipponi". Sono le fuoristrada da città, veicoli sovradimensionati (originariamente pensati per scopi bellici) che consumano quantità impressionanti di carburante e che mettono a repentaglio la vita di chi sceglie la mobilità lenta (soprattutto pedoni e ciclisti) in particolare a causa delle pericolose bull-bar. Ma che senso hanno questi emblemi dell'ipermotorizzazione contemporanea?

È partita il 27 febbraio la raccolta firme per un'iniziativa popolare promossa dai Giovani Verdi, che vuole obbligare la Confederazione ad operarsi per una mobilità più sicura e con un minor impatto ambientale.

> Scarica il formulario per la raccolta di firme (pdf)

Risorse: Il sito della campagna | Blog anti SUV | suvsuck.org | campagna anti SUV | adesivi 1 - 2 | legambiente | passaparola.ch
 
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Per Camenisch perizia psichiatrica o vendetta di Stato?  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - repressione - :  
  27-02-2007 01:03  
  Libertà per Marco Camenisch Marco "Martino" Camenisch, ecologista radicale condannato nel 2004 a 17 anni di carcere, aveva visto accolto il suo ricorso al Tribunale Federale, a fine novembre 2006.
Tenendo conto degli anni già trascorsi in galera, gli spettava una sostanziale riduzione di pena, che porterebbe a 8 gli anni ancora da scontare.

Ma secondo il procuratore zurighese Ulrich Weder, Marco deve "essere condannato all'internamento a tempo indeterminato". È la richiesta che ha avanzato alla vigilia del processo del 12 e 13 marzo, che avrebbe dovuto correggere la condanna.
Weder, che secondo il legale di Marco è animato da spirito di vendetta, sostiene che motiverà la sua richiesta solo davanti alla corte d'assise.
Il presidente della corte Pierre Martin ha però precisato che per applicare tale pena è necessario stabilire se un internamento è in linea di principio legalmente possibile e in tal caso bisognerà eseguire una perizia psichiatrica, che potrebbe richiedere anche un anno.

9 MARZO >> Giornata internazionale di solidarietà <<

Lettera di Marco contro il WEF e il G8 | Azione di solidarietà sotto il carcere di Regensdorf
 
  italiano (Versione originale) | deutsch | français [ Continua... ]  
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