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Ginevra - tuttora contro il WTO |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - repressione -
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21-11-2009 12:54 |
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A undici anni dalle prime contestazioni di Ginevra 1998 e a dieci anni dalla gigantesca protesta di Seattle 1999, dove nacque anche Indymedia, la settima conferenza dei ministri del WTO (organizzazione mondiale del commercio) si terrà dal 30 novembre al 2 dicembre ancora a Ginevra.
Le commissioni di questo organo si riuniscono a porte chiuse, e i dubbi iniziano a sorgere. L'organizzazione è conosciuta per favorire gli interessi delle maggiori istituzioni bancarie e imprese multinazionali, principali fruitrici della politica che vi viene adottata; sono considerate illegittime alcune norme che limitano o vietano il commercio di alimenti contenenti sostanze tossiche; inoltre il lavoro minorile non rappresenta una preoccupazione. Lo sviluppo dei commerci viene infatti anteposto a questioni di carattere sociale o ambientale. I paesi in via di sviluppo vengono fortemente penalizzati, siccome essi non possono contare su una rappresentanza forte all'interno dell'organizzazione; ad esempio sono stati stretti accordi con multinazionali per evitare la produzione a basso costo di farmaci salvavita, inoltre dietro richiesta di Dole e Chiquita il WTO ha imposto all'UE di revocare una normativa che riservava una bassa percentuale delle importazioni di banane a piccole aziende dei paesi più poveri.
Quest'organizzazione è quindi simbolo dell'ipocrisia democratica, in quanto concentra il potere in poche, ricche mani, a discapito di chi avrebbe bisogno e dimentica di considerare la sostenibilità. La situazione del movimento no-global è senza dubbio cambiata, ma oggi quanto allora c'è bisogno di una fortissima mobilitazione. I segni della repressione sono aumentati sempre più dal 1999 culminando con la mattanza genovese nel 2001, a dimostrazione che chi non accetta di essere complice silenzioso suscita paura.
Nel frattempo i segni nefasti delle politiche neoliberiste che queste organizzazioni stanno portando avanti sono sempre più evidenti e la disparità tra zone diverse del pianeta non accenna a diminuire. La conferenza dei ministri di dicembre prossimo ha come scopo la conclusione del ciclo di Doha, una serie di negoziazioni dalla durata di tre anni che mira alla liberalizzazione del commercio internazionale, che dovrebbe chiudersi a fine 2010. La maggior parte degli accordi riguarda l'agricoltura e le derrate alimentari. Ufficialmente si vorrebbe ridurre "gli ostacoli" al libero scambio, "aiutando" i produttori, gli esportatori e gli importatori nelle loro attività...
Proprio per questo alcune realtà antagoniste invitano a partecipare alle proteste contro la riunione dei ministri WTO, simbolo della globalizzazione, che inizieranno con la manifestazione di sabato 28 novembre con un concentramento alla Place Neuve alle 14.00 e termineranno mercoledì 2 dicembre.
::Link utili:: Programma e mappa | Info AntiRep (pdf)
::Approfondimenti:: anti-wto.ch | giornale anti-WTO | revolutionnaire.ch | anti-omc2009.org | never trust a cop | climatecaravan
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La criminalizzazione dell'uso sociale della rete |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - media/net-attivismo - repressione -
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26-10-2009 22:30 |
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Il primo ottobre 2009 una task force antiterrorismo composta da reparti della polizia locale di New York e dall'FBI, grazie ad un vago mandato che menzionava una violazione delle leggi federali antisommossa, ha fatto irruzione al Tortuga, una comune anarchica di New York, nel Queens. Gli abitanti hanno dovuto assistere ammanettati alla perquisizione della casa e alla confisca del loro materiale mediattivistico.
L'incursione è stata motivata solamente dall'arresto avvenuto due settimane prima durante le proteste contro il G20 tenutosi a Pittsburgh di due persone che vivono in questa comune. Una delle due persone arrestate durante le manifestazioni è stata accusata di aver "diretto" le proteste contro il G20 utilizzando tecnologie come il servizio di microblogging gratuito Twitter per "indirizzare i manifestanti" ed "ostacolarne l'arresto". La persona arrestata dovrà rispondere, tra l'altro, di uso criminale di strumenti di comunicazione e possesso di strumenti criminali, intesi come attrezzatura di telecomunicazioni. Da notare che il possesso degli strumenti incriminati, secondo la legislazione statunitense, non rappresentano un reato. Delle accuse farneticanti ed inammissibili. La stessa linea di condotta delle autorità, in Iran o Cina durante le recenti dimostrazioni sarebbe stato definito violazione dei diritti umani mentre nei democratici Stati Uniti d'America è chiamato "controllo necessario del crimine".
Una sitauzione assurda che dimostra come i vari stati, sia in America, così come in Europa ed Asia, stanno cercando di neutralizzare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, impedendo di fatto il libero flusso delle informazioni.
::Approfondimenti sul caso statunitense:: Comunicato della comune "Tortuga" sulla perquisizione[ita - en] ¦ Sito web friends of Tortuga ¦ Blog della comune con aggiornamenti sull'evolversi della situazione ¦ Documenti legali del caso prodotti dall'Electronic Frontier Foundation ¦ L'appello di Margaret Killijoy, autore della Guida steampunk all'apocalisse ¦ Wanted: the G20 Tweeters di Reginazabo ¦ Intervista all'avvocato difensore
::Controllo della rete:: [Svizzera] da agosto Internet è controllato [Svezia] Processo a The pirate bay [Italia] "Assicurare la tutela della legalità nella rete" [LIP] Tecnocontrollo e privacy online
::Multimedia:: Criminalization of Social Networking Technology |
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Seconda giornata internazionale "liberta' non paura" |
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Feature Categoria
media/net-attivismo - repressione -
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09-09-2009 15:30 |
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L'ossessione della sorveglianza si sta diffondendo a macchia d'olio. Governi ed imprese registrano e controllano i nostri comportamenti in modo sempre piu' marcato. Grazie alla diffusione di questi strumenti di controllo la cooperazione paneuropea formata da agenzie, intelligence ed autorita' di polizia ci sta portando verso la creazione di una "Fortezza europa" che sara' utilizzata contro rifugiati politici e dissidenti, ma riguardera' da vicino pure attivisti politici, migranti e perfino tifosi sportivi. Una sorveglianza di massa pervasiva che sta minando il tessuto profondo della societa'.
Sorveglianza, sfiducia e paura stanno infatti gradualmente traformando la societa' in un gregge di acritici consumatori che non hanno "nulla da nascondere" e che, in un fallimentare tentativo di ottenere una completa sicurezza, sono spinti a cedere le loro liberta' civili.
Contro questo tipo di societa', contro l'abuso dei mezzi di sorveglianza attuato da governi ed imprese e per non rassegnarsi alla societa' del tecnocontrollo, sabato 12 settembre 2009 e' stata indetta una giornata internazionale di mobilitazione denominata "libertà non paura".
::Appuntamenti:: - [10-13 settembre] Il Babau a Milano [programma] e a Roma [programma] - [12 settembre] Appuntamenti nelle altre citta' - [2 ottobre] Seminario: Controllo dell’informazione e degli utenti: differenze tra il moderno e passato a Lugano
::Approfondimenti:: - Freedom not fear 2009 | Vorratsdatenspeicherung | Laboratorio di informatica popolare| paura.anche.no
::Feature correlate:: Da agosto Internet sara' controllato | Passaporti biometrici e banche dati: a rischio la liberta' | Manifestare minaccerebbe la sicurezza interna | La paura. La senti? | Referendum contro passaporti biometrici RFID | Nestle' spia militanti di Attac | Leggi speciali, taser, biometria... e poi? | Il ritorno dello stato ficcanaso |
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Da agosto Internet sarà controllato |
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Feature Categoria
media/net-attivismo - repressione -
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21-07-2009 19:10 |
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Giovedì 16 luglio 2009 il settimanale svizzero tedesco die Wochenzeitung [WOZ] ha pubblicato un lungo articolo che denuncia come il governo svizzero stia cercando di introdurre, a breve termine e segretamente, un sistema per sorvegliare tutte le comunicazioni su Internet. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (Dfgp) ha confermato che a partire dal mese di agosto i providers svizzeri dovranno poter fornire alle autorità i dati concernenti il traffico di informazioni scambiate dai loro clienti.
::Approfondimento - Privacy e anonimato in rete :: La privacy è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata. Qui di seguito alcuni software e guide per difenderla quando si è online:
::Altri links utili :: Laboratorio di informatica popolare [LIP] - Autistici/Inventati - Riseup - Immerda e altri progetti affini |
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Sintonizzati su Radio Liberada, dall'Honduras, dopo il colpo di stato |
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Feature Categoria
guerra - media/net-attivismo - repressione -
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01-07-2009 22:40 |
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All'alba di domenica 28 giugno 2009, il presidente Onduregno Mel Zelaya è stato sequestrado da militari e trsportato di forza in Costa Rica.
Secondo i giornali Ondureñi il presidente del congresso, Roberto Micheletti, sta assumendo la presidenza.
Prima e dopo il colpo di stato in Honduras, Radio Liberada sta trasmettendo una cronaca in diretta di ciò che sta succedendo in Honduras, della opposizione e le mobilizzazioni delle organizzazoni popolari e indigene contro il colpo di stato, per la realizzazione di una nuova assemblea costituente, e scrivendo una nuova pagina del movimento di mezzi di comunicazione indipendenti in Centro America. Ascolta la trasmissione di Radio Liberada da lacun luogo in Honduras: http://208.43.218.127:8070/
Chiediamo ai collettivi di mezzi di comunicazione indipendenti nazionali e intrnazionali di ritrasmettere o specchiare questa trasmissione. Specchi: 1 | 2 | 3
Copertura del centro di mezzi di comunicazione indipendente di Honduras/ Indymedia Honduras: http://honduras.mediosindependientes.org
Copertura su Radio es lo de menos: http://www.radioeslodemenos.org/
Minuto a minuto da Kaos en la Red: http://www.kaosenlared.net/noticia/secuestrado-presidente-honduras-militares
Copertura e trasmissione dell' Asociación de Radios y Programas Participativos de El Salvador (ARPAS): http://www.arpas.org.sv/
Sappiamo che stanno censurando i mezzi liberi in Honduras. Questa mattina Radio Progreso, una delle radio comunitarie più antiche del continente è stata chiusa dai militari.
L'energia elettrica, il telefono e internet, in alcuni momenti, sono stati oscurati dai golpisti con l'obiettivo di bloccare le comunicazioni e formare un cerchio informativo.
Ci preoccupa la situazione in cui si trovano le reti di radio comunitarie del popolo Lenca e del popolo Garífuna, così come i mezzi di comunicazione liberi: COMUN, Revistazo, el COFADEH ed il resto dei collettivi dei movimenti di media indipendenti e comunitari in Honduras.
::Approfondimenti:: Indymedia Chiapas |
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Passaporti biometrici e banche dati: a rischio la libertà |
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Feature Categoria
repressione -
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11-05-2009 16:36 |
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Governo e parlamento vorrebbero introdurre, a partire dal primo marzo 2010, l'obbligatorietà di possedere documenti d'identità contenenti dati biometrici quali le impronte digitali, l'impronta della retina e l'immagine del viso digitalizzata. Grazie ad un referendumuna votazione popolare il 17 maggio prossimo.
Tutti i dati dei cittadini svizzeri verrebbero conservati in una banca dati centralizzata. Questa misura non è prevista dall’accordo di Schengen e porterebbe alla creazione di un immenso schedario a disposizione della polizia. Come in qualsiasi banca dati esistono forti rischi che le informazioni vengano alterate o sottratte, e nessun sistema di sicurezza può impedire tale rischio.
Questi dati sarebbero salvati su dei chip RFID a cui avrà accesso sia la polizia che dei privati: "imprese di trasporti, gestori di aeroporti e altri servizi appropriati tenuti a verificare l’identità di persone". La possibilità di seguire i movimenti dei cittadini e di tracciare profili di percorsi non rimarrà sicuramente inutilizzata.
La particolarità dei chip RFID è che possono venire letti a distanza (in pratica fino a decine di metri). Probabilmente, come negli USA, i dati saranno crittografati e il chip schermato, ma chi garantisce la robustezza della chiave per i dieci anni di durata di un passaporto? È stato provato che i primi passaporti biometrici, rilasciati nel 2006, pieni di bachi, possono essere spiati abusivamente.
::Approfondimenti:: campagnaperlaliberta.ch | biometrische-ausweise.ch | dirittifondamentali.ch | Dossier "Schedature dei profili DNA" | Il corpo è una password | Leggi speciali, taser, biometria... e poi? | Biometria negli stadi | Tecnologia biometrica per il controllo sociale |
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G20 Summit a Londra: un morto fra i manifestanti |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - media/net-attivismo - repressione -
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02-04-2009 08:44 |
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Aggiornamento: Mercoledì primo aprile, nel corso delle proteste contro il G20 che si tiene a Londra, è morto un manifestante. La polizia indica, in un comunicato, che si tratterebbe di arresto cardiaco, ma le circostanze non sono chiare e indymedia uk chiede ad eventuali testimoni di mettersi in contatto.
Info: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 Manifestazioni di solidarietà: Londra - Strasburgo - Roma - Napoli
Il 2 Aprile a Londra si incontreranno i capi di stato e di governo dei venti paesi maggiormente industrializzati, i cosiddetti G20, al fine di discutere sulla incombente crisi finanziaria globale. Discuteranno inoltre su un'ipotetica "ristabilizzazione" dell'economia mondiale riformando le istituzioni e le regole dell'attuale sistema capitalistico. Tutto questo mentre migliaia di persone stanno perdendo i loro posti di lavoro, la loro casa e le risorse per i loro fabbisogni quotidiani.
Un vasto numero di organizzazioni inglesi ha annunciato l'adesione alle varie proteste di massa che avverranno tra il sabato 28 marzo e il 2 di aprile, con l'intento di esprimere un forte e chiaro dissenso alle politiche "risolutive" del G20 e al contempo proporre soluzioni, alla situazione economica e sociale mondiale, eticamente contrarie alla "logica" del Capitalismo. Anche la polizia si è preparata all'evento londinese mettendo in piedi "Amid" la più grande operazione di polizia da oltre una decade. Sabato 28 marzo anche a Ginevra si è svolta una manifestazione contro il G20
::Aggiornamenti [en]:: Indymedia UK | Indymedia London | Gipfelsoli
::Multimedia:: The Crisis of Credit Visualized | Capitalism Hits The Fan
::Approfondimenti [en]:: La mappa della protesta e degli eventi | G20 Meltdown | Climate Camp 09 | Put people first! | Stop the war coalition |
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Perquisizioni ed arresti a Berna, Friborgo e Zurigo |
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Feature Categoria
antifascismo - repressione -
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28-02-2009 01:00 |
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Il 17 febbraio a Berna, a seguito di perquisizioni in otto appartamenti ed uffici sono state arrestate sette persone, mentre un'altra persona è stata incarcerata a Friborgo. Durante la perquisizione degli uffici, legati alla scena di sinistra, sono stati sequestrati dei computer e degli archivi. Il 20 febbraio, sempre a Berna, sono stati perquisiti altri due appartamenti e due persone sono state fermate e poi rilasciate nel corso della giornata. Gli arresti e le perquisizioni riguardano l'inchiesta su un'azione antifascista avvenuta nell'ottobre 2008 a Friborgo. In quell'occasione un gruppo di circa 30 antifascisti aveva infatti impedito lo svolgimento di un concerto organizzato dal gruppo nazista "Soleil Noir" distruggendo il mobilio del locale e gli strumenti musicali.
Altri arresti e perquisizioni, legati ad un'altra indagine su attivisti di sinistra, sono avvenuti ad inizio gennaio a Zurigo. In questo caso è stato preso di mira dalla polizia il gruppo Revoluzionären Aufbau Schweiz. Un militante si trova ancora nella prigione di Pfäffikon [ 1].
Mentre antifascisti e altri militanti di sinistra subiscono arresti e perquisizioni, l'estrema destra avanza, portando con sé razzismo e xenofobia che si fanno sempre più presenti sul territorio.
::Approfondimenti:: Comunicato Autonome Antifa Freiburg [2008] Infiltrazione di Securitas [2008] Nestlé spia i militanti di Attac [2007] Mobilitazione antirazzista blocca corteo UDC a Berna [2007] Attentato al festival antifascista a Berna |
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