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Per una rete di centri di prima accoglienza |
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Feature Categoria
spazi liberati - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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18-06-2009 10:46 |
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È stata consegnata, dal Movimento dei Senza Voce al Consiglio di Stato una petizione per la creazione di una rete di centri di prima accoglienza in Ticino. Sono oltre 2'400 le firme raccolte in pochi mesi, in collaborazione con alcune organizzazioni di appoggio ai migranti con cui si chiede di mettere una pezza ad una grave lacuna che ha portato, per esempio, alla morte di Marta ed Enrique, giovani migranti morti lo scorso inverno soffocati nel furgone in cui dormivano (video).
La rete di centri (situati nei principali poli cantonali) sarebbe realizzabile con dei costi molto contenuti, accoglierebbe persone in stato di bisogno senza discriminazione di origine e di censo.
La situazione dei senza tetto in Ticino All’inizio del 2005 sono stati presentati i risultati di una ricerca sui Senza tetto in Ticino (sintesi). Dallo studio è emerso che la mancanza di alloggio, nella maggior parte dei casi, è da ascrivere a un disagio socioeconomico, che genera comportamenti a rischio, disturbi psico-sociali, precarietà finanziaria, problemi legati alla migrazione e ai permessi. È stato inoltre possibile evidenziare che in Ticino, ogni anno 800 persone fanno richiesta di un alloggio di emergenza ad associazioni, parrocchie, istitutuzioni pubbliche o private. Per rispondere a queste esigenze il Movimento dei Senza Voce ha dato vita a Casa Astra che da cinque anni offre i suoi servizi a persone in difficoltà. La precarietà e il degrado del tessuto sociale, anche alle nostre latitudini, crea situazioni di vita sempre più marginalizzate.
Approfondimenti: Giornata internazionale del rifugiato - Migrante si getta dal terzo piano per sfuggire alla polizia |
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Serpeggia aria di razzismo |
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Feature Categoria
migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
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10-02-2009 15:15 |
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Il ricorso alla paura da parte dei sistemi di potere al fine di disciplinare la popolazione è sempre più marcato e, nell'indifferenza o compiacenza della popolazione, un'ondata di razzismo e xenofobia sta investendo il Ticino.
Una situazione che ha le sue radici in un sistema che vede nello straniero il capro espiatorio su cui proiettare le contraddizioni del sistema economico e sociale attuale. Politici e mass media assecondano questa situazione, cavalcando in modo demagogico il tema delle migrazioni e sovrapponendolo a quello delle politiche securitarie. Un esempio paradigmatico è la campagna UDC contro il rinnovo dell'accordo di libera circolazione delle persone Svizzera-UE e l'estensione a Bulgaria e Romania. Una campagna dove i migranti vengono raffigurati come feroci e cattivi pennuti intenti a ridurre in miseria gli autoctoni. L'assioma migrante-delinquente è presente pure nella recente decisione del comune di Savosa di istituire delle ronde sul territorio. Chi saranno i soggetti coinvolti in questa operazione è esplicitato in modo palese nella circolare della polizia comunale: "abbiamo istituito sul nostro territorio dei turni di controllo, in cui verifichiamo l'identità delle persone che non conosciamo".
Questo vento razzista e xenofobo sta soffiando anche in altre parti d'europa. In Italia, mentre giovani italiani seguendo le direttive del ministro Maroni danno fuoco per noia ad un migrante, il senato ha appena approvato un nuovo "pacchetto sicurezza". Un decreto di legge esplicitamente fondato su misure segregazioniste e razziste per le persone migranti, additate come soggetti pericolosi perché esterni alle strette maglie del controllo.
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Il diritto della dignità e di un tetto sulla testa |
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Feature Categoria
spazi liberati - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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03-01-2009 00:21 |
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A causa delle politiche sull'immigrazione troppo restrittive e alle leggi razziste, nella fortezza Europa vagano come fantasmi milioni di persone senza documenti, che vengono sfruttati nei lavori più duri e malpagati, al servizio di un'economia al tracollo, senza frontiere per merci e capitali, ma che ne determina l'apertura per le persone, a seconda del bisogno di manodopera a basso costo. Anche Marta ed Enrique facevano parte di quelle tante persone costrette da una vita miserabile a passare da una frontiera all'altra cercando di sopravvivere in un mondo ingiusto e disumano non per una triste fatalità, bensì perché un pugno di privilegiati così ha deciso.
Per dare voce ai senza voce e manifestare il dissenso verso l'immobilismo dei politici, che negli ultimi 10 anni non hanno saputo dare una risposta degna di uno stato civile al problema delle persone senza fissa dimora presenti sul territorio ticinese, sono stati indetti due momenti di protesta e solidarietà: - Sabato 3 gennaio alle ore 17 presidio solidale in Piazza Riforma a Lugano (foto - Sabato 10 gennaio alle ore 14 manifestazione a Bellinzona (partenza della stazione FFS) - Scarica, stampa e diffondi il volantino - Ultime info per il corteo di sabato a Bellinzona
Anche in svizzera tedesca sono in atto delle proteste. A Zurigo dal 19 dicembre, esattamente ad un anno dall'occupazione simbolica della cattedrale Grossmünster, un gruppo di rifugiati, sans papiers e attivisti sta occupando una chiesa come azione di opposizione contro l'irrigidimento in materia di diritto d'asilo e di stranieri.
::Info sull'occupazione di Zurigo:: [03.01] Manifestazione diritti di soggiorno per tutt* | [30.12] Aggiornamenti dall'occupazione video : 1 - 2 - 3 - 4 Link: Collettivo Bleiberecht
::Approfondimenti sulla situazione ticinese:: [2009] Marta ed Enrique: una tragedia annunciata [2004] Gli stranieri: un secolo al servizio dell'economia svizzera [2004] Indagine esplorativa delle persone senza tetto in Ticino [2004] audio: Processata per aver ospitato degli ecuadoregni [2002] Comunicato stampa Molino e MSV sui migranti ecaudoregni presenti al Maglio al momento dello sgombero [2002] Contro lo sgombero del Molino e di 56 ecuadoregni [2002] Diritti ai senza diritti, dignità per tutt* |
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Leggi speciali, taser, biometria... e poi? |
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Feature Categoria
migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
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08-05-2008 20:00 |
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"Chi e' pronto a cedere le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza." Benjamin Franklin
Le tecnologie del controllo invadono sempre di piu' la nostra esistenza. Con la scusa che il mondo e' sempre piu' instabile a causa di conflitti e migrazioni di massa, si sacrificano le liberta' individuali e collettive in nome della sicurezza. Parlare di sicurezza oggi vuol dire parlare di paure. La paura è un'emozione molto particolare e facilmente manipolabile, soprattutto grazie all'ansia di sicurezza derivata dal martellamento mediatico. Capita così che la Confederazione si munisca di sempre maggiori strumenti repressivi, incontrando solo sparute voci critiche o di dissenso.
Dopo l'approvazione delle misure contro il tifo violento previste dalla Legge Federale sulla salvaguardia della Sicurezza Interna (LMSI) e la probabile estensione di queste norme a contesti extrasportivi è notizia recente che il parlamento ha approvato la legge sull'impiego di misure di coercizione per le espulsioni, autorizzando così la polizia a ricorrere all'uso dei Taser contro i migranti. La sezione Svizzera di Amnesty International ha denominato questa legge deplorevole e scandalosa e l'ONU ha definito l'utilizzo dei Taser una forma di tortura. I Taser sono infatti vere e proprie armi, in grado di uccidere.
Ultima in ordine di tempo è la notizia dell'inizio di test biometrici in stadi e stazioni ferroviarie nonostante le perplessità del garante della privacy, secondo il quale ad oggi non sussisterebbero le basi legali per questo tipo di esperimenti. Il nostro corpo, dopo carne da macello, inteso quindi come una password con il sacrificio di privacy e liberta' sull'altare di una psicosi della sicurezza che fa comodo solo a pochi, e per motivi poco nobili.
:: Approfondimenti :: - Taser: Video sugli effetti del taser - elettrizzati dal Taser - Taser: rotta verso l'Europa - Dossier sulla videosorveglianza - Dossier sugli abusi della polizia in Ticino - Dossier schedture DNA - Biometria: Software per il riconoscimento facciale - Biometria negli stadi - Onyx: antenne indiscrete controllano telefonate ed e-mail |
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20-25 novembre: Settimana antimilitarista a Lugano |
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Feature Categoria
guerra - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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15-11-2007 01:40 |
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Dal 20 al 25 novembre si terranno a Lugano le "Giornate dell'esercito", una kermesse auto-promozionale e auto-celebrativa nella quale migliaia di militari con carri armati, elicotteri ed altri veicoli altamente inquinanti invaderanno la città trasformandola di fatto in una zona di guerra (foto). Un'istituzione costosa ed arrogante, l'esercito, che difende il diritto di imporre e comandare, di attuare una politica venduta come inevitabile che porta ad accettare anche le cose più ignobili ed assurde quali la guerra, la violenza e le torture fisiche e psicologiche. Non è quindi un caso che tra gli sponsor di questa manifestazione di propaganda bellica figuri pure la RUAG [ 1], azienda produttrice di armi, fra cui pure le orribili bombe a frammentazione.
Durante questa cinque giorni di inneggiamento alla patria e alla sicurezza, di osannamento al rispetto per la gerarchia e l'autorità, ci sarà anche chi come il CPE (collettivo composto da dozzine di associazioni e gruppi), attraverso delle azioni, delle conferenze e dei momenti di scambio, proporrà un'opposizione etica e politica all'istituzione militare. Sarà un'opposizione che coinvolgerà varie realtà: a partire da chi si oppone all'allargamento della base militare di Vicenza e/o la costruzione della fabbrica che assemblerà gli aerei F35 in provincia di Novara, a coloro che denunciano la militarizzazione e la costruzione del muro sulla frontiera Messico e USA, fino a chi da sempre lotta in Svizzera per l'abolizione dell'esercito. Sarà inoltre presente l'esercito dei clown!
Domenica 25 novembre 07, avrà luogo in Piazza Cioccaro a Lugano un presidio antimilitarista (con musica, pranzo popolare e materiale informativo)!
Azioni di domenica La polizia reprime in modo sproporzionato pacifiche azioni contro l'esercito.
Aggiornamenti: Le chiatte dell'esercito perdono carburante e inquinano il lago: intervengono i pompieri Foto dell'arrivo dei carri armati a Lugano
Materiali: - Appello per la Settimana antimilitarista - fr - Programma della Settimana antimilitarista - volantino - Edizione speciale del Giornale del CPE: pagina 1 - pagina 2 - Il sito ufficiale delle "Giornate dell'esercito" - Rassegna stampa |
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italiano (Versione originale)
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Palestina: nel cuore della guerra |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - guerra - media/net-attivismo - migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
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09-07-2007 18:43 |
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Il dramma della Palestina oggi è il cuore della crisi dell'Impero. La dottrina della guerra permanente per esportare democrazia ben nasconde le reali motivazioni di controllo globale di popoli, risorse e territori.
La Palestina diventa una sorta di tabù, dove si concentrano le contraddizioni del nostro mondo. Un popolo che ha fatto della laicità e della fratellanza il suo cammino, è ora sospeso tra la diffusione della deriva islamica e della corruzione istituzionale, con l’obiettivo imposto di una chiara e netta separazione tra la striscia di Gaza e la Cisgiordania. L’ostracismo strategico delle Istituzioni Mondiali, di Usa, Israele e della Comunità Europea che, dagli accordi di Oslo, hanno fatto di tutto per spezzare la Palestina, non riesce però a spezzare la dignità di un popolo che sopravvive in condizioni drammatiche.
Simbolo del terrore che condiziona il nostro presente, la Palestina che non ha diritto a governarsi, la Palestina laboratorio di strategie repressive, la Palestina circondata dal muro della vergogna, la Palestina divisa tra l’idea di Stato binazionale e il sogno di uno Stato unico, riuscirà comunque a rigenerarsi dalle sue ceneri.
::Approfondimenti:: La strategia di Israele per la Palestina e il Medioriente | Da Aqaba a Sharm, l’imbroglio dei festival della pace
::Link:: Stop the wall | Anarchici contro il muro | ICAHD | Collective Urgence Palestine | Indymedia Palestina | Indymedia Israele | Forum Palestina | Sport sotto l’assedio | freepalestine.noblogs.org | Tactical Media Crew |
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8 marzo 2007 - La lotta persiste |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - femminismo / genere / queer - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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07-03-2007 15:57 |
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Volgendoci ad osservare i piccoli e superficiali cambiamenti apportati alla nostra società, comprendiamo la necessità di scendere in strada, per portare avanti una prospettiva d’emancipazione e femminismo. In questa fase, che segue quella di ribellione e cambiamento, si vedono i segni del contrattacco: il movimento d’emancipazione femminile passa sotto silenzio o è messo in ridicolo o, ancora, il pensiero che sta alla base del femminismo è descritto attraverso orientamenti assurdi. I passi più evidenti in questa direzione sono per esempio la pubblicità estremamente sessista, una selezione sessista sul mercato del lavoro, la pornografia sessista, i crescenti abusi sessuali anche al di fuori della famiglia, il sessismo nella vita privata. O semplicemente la constatazione del mettere in ridicolo chiunque porti con sé le esperienze del femminismo, il movimento storico femminista, chi insomma non si lascia schiacciare (totalmente) dal ruolo dominante maschile. |
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deutsch (Versione originale)
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