Tema/i | G8 : Genova 17 novembre: La storia siamo noi
  08-11-2007 12:21
Autore : ((i))
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  Riprendiamo questo articolo dalla neonata indymedia lombardia.

Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia: per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale mentre la voce collettiva si affievoliva, un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l'energia di un movimento.
Centinaia di migliaia di persone unitesi a Seattle, pur nelle loro diversità, hanno osato pensare e proporre un mondo diverso, un mondo più umano, equo e solidale,"un altro mondo è possibile" era il sogno comune, un sogno che in quei giorni si è trasformato nell'incubo di una mattanza senza precedenti, un sogno stroncato dalla realtà delle manganellate, delle cariche cilene, da ordini ed azioni tutt'altro che improvvisate sui quali è calato il solito silenzio di stato.
Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato l'operazione di revisione della storia cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere.

Il 17 novembre a Genova è prevista una mobilitazione di massa per riappropiarci della nostra memoria e del senso di quei giorni che dopo sei anni rimangono vivi per quello hanno rappresentato.
Da Lugano è prevista una trasferta collettiva (qui maggiori info).

Foto:1 - 2 - 3 - 4
Contributi audio; O.R. 1| O.R. 2| O.R. 3| O.R. 4|O.R. 5|O.R. 6

Appuntamenti:
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Genova 17 novembre "La storia siamo noi".
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Appello "Noi quelli di via Tolemaide"
- Op nuovo video di genova
- Leggi le trascrizioni alle udienze del processo ai 25
 
     
   
     
 
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  La storia siamo noi 2007-11-08 14:39  
LA STORIA SIAMO NOI
Un appello alla mobilitazione di tutti per il 17 novembre

"La storia siamo noi" non è uno slogan. E' un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario.
Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla nostra pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade di Genova sono diventati i paladini dell'ordine e della giustizia.
Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale, mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l'energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato.
Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità giuridica e
realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare la stizzosa vendetta del potere.
Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato l'operazione di revisione della storia che è cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro
il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere.
Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per fare si che 25 persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutt*, nessuno escluso.
Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in quello che hanno rappresentato.
Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora qui, oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.

Per cominciare primo appuntamento a Genova: 17 novembre 2007
LA STORIA SIAMO NOI

da:  http://www.supportolegale.org/
solero
  perchè la comunita al porto? 2007-11-10 07:09  
perchè il concentramento della manifestazione del 17 avviene davanti ad una comunita cattolica?

sognare un mondo diverso non vuol forse dire anche sognare un mondo senza le ipocrisie della chiesa cattolica?
eravamo a genova anche per il diritto all'esistenze di quelle culture che la chiesa in secoli di barbarie e dominio ha voluto cancellare e distruggere con la sua arroganza oppure no?

pensiamo alle comunita africane o a quelle sud americane...per esempio..

ila
  mappa e programma 2007-11-14 23:25  
Dalle 10.00 alle 13.00: Convegno organizzato da alcune associazioni genovesi nell'ex auditorium della facoltà di Architettura.

ORE 14:00: Concentramento Piazza Di Negro

Ore 15.30: Partenza del corteo
Percorso:Piazza Di Negro, via Gramsci, piazza Caricamento, Corso Saffi, via Ruffini, via Corsica, via Bixio, piazza Carignano, via Fleschi, piazza Dante, piazza De Ferrari.

ARRIVO: Concerto di Roy Paci, Assalti Frontali, Bisca e zulu in Piazza Ferrari

A SEGUIRE: Discorso conclusivo a cura di Don Andrea Gallo

mappa: http://lombardia.indymedia.org/?q=node/1999
(((i)))
  è don Gallo!! 2007-11-17 13:24  
La "comunità cattolica" è quella di Don Gallo...se ti informi su cosa fa e sul tipo di persona che è capirai perchè è condivisibilissimo che parta da lì! Ciao (a dopo! :)
Daf