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> Archivio delle Features |
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione - media/net-attivismo -
: Un altro mondo, un altro cammino... sulla strada della Degna Rabbia |
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11-11-2008 22:59 |
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...Se il mondo non ha un posto per noi, allora bisogna fare un altro mondo. Senza altri strumenti che la rabbia, senza altro materiale che la nostra dignità. Dobbiamo ancora incontrarci, conoscerci. Ma quello che manca...
In Messico il movimento zapatista sta preparando il festival della "Rabbia Degna", un incontro internazionale nel quale far convogliare ed esprimere la rabbia creativa che dipinge di tutti i colori le strade nei cinque continenti.
L'incontro e lo scambio con il popolo zapatista e con chi nel mondo sta "in basso e a sinistra", di fronte anche alla crisi verticale della globalizzazione neoliberista, è importante per ricostruire una cornice globale alle tante lotte sociali e territoriali, spesso lasciate troppo sole. Rabbia e dignità devono invece legare le nostre esperienze e rappresentare i nostri ponti, i nostri linguaggi. Anche in Ticino sono molte le persone che si arrabbiano e rEsistono, che in comune hanno il rifiuto al sistema capitalistico, che in tanti piccoli e grandi modi lavorano alla costruzione di un'altra vita, di un'altra realtà.
È per questo che il Collettivo italofono di Indymedia svizzera e il Collettivo Zapatista Marisol di Lugano, hanno deciso di aprire uno spiraglio sulla rabbia e sulla rEsistenza indicendo un concorso (senza vincitori ne vinti) che si propone di creare una prima raccolta di "materiale vivo"; di fotografie, narrazioni, sculture, poesie, oggetti, filmati, musiche e qualsiasi altra forma di espressione che vi sia affine e che racconti la nostra rabbia degna e la nostra rEsistenza.
Tutte le testimonianze e i contributi pervenuti (termine di inoltro 12 dicembre) andranno a formare una mostra itinerante che farà da collante nella creazione di un ponte di rEstistenza intergalattico.
::Appuntamenti:: - [20.11.2008] dalle 18.00, Jingabar (Lugano), serata di informazione e musica con il Collettivo Zapatista Marisol di Lugano
::Approfondimenti concorso "Rabbia Degna":: - Dal Ticino al Messico: Come rEsisti? Cosa ti fa arrabbiare? - Linee guida e scheda di partecipazione a “Rabbia degna” - Il blog del collettivo Zapatista Marisol Lugano
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Categorie spazi liberati -
: Sgombero del selvasquat: cinque arresti |
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10-11-2008 19:34 |
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All'alba di lunedì 10 ottobre, dopo 17 giorni di occupazione, il SelvaSquat in via Tesserete a Massagno è stato sgomberato e prontamente murato. Cinque fra gli occupanti (fra cui un minorenne) sono stati portati in carcere con l'accusa di lesioni, danneggiamento, violazione di domicilio, violenza contro funzionari e impedimento di atti dell’autorità. Preoccupanti, anche in questo caso, i tentativi della polizia di impedire la documentazione dell'evento tramite il sequestro di macchine fotografiche e telefonini. Dalle 16 di oggi, fuori dal carcere, è in corso un presidio di solidarietà con gli arrestati a cui hanno partecipato un centinaio di persone. Aggiornamenti 10 novembre: 5'57 - 7'06 - 7'20 - 7'43 - 8'10 - 12'31 - 18'58 - Immagini dello sgombero: 1 - Comunicato solidale del CSOA il Molino Aggiornamenti 11 novembre, tutt* liber*: 14'55 - 15'35 - Comunicato post sgombero Selva Squat
L'occupazione: La mattina del 25 ottobre, una vecchia casa in via Tesserete a Lugano, abbandonata da molti anni, era stata occupata. Gli/le occupanti rivendicavano il diritto alla casa, contro le logiche di speculazione edilizia, sempre più presenti a Lugano come purtroppo ovunque.
La polizia si era immediatamente presentata sul posto con 3 vetture ed una quindicina di agenti per constatare l'avvenuta occupazione. Numerose persone sono passate a portare la loro solidarietà agli occupanti.
Aggiornamenti: Mercoledì 5 novembre: Aperitivo popolare al SelvaSquat per l'8 novembre Martedì 4 novembre: Il Molino saluta la nascita del SelvaSquat Giovedì 30 ottobre: Comunicato Selva Squat anarchico Mercoledì 29 ottobre: Imminente sgombero e assemblea Martedì 28 ottobre: Solidarietà dal SISA Domenica 26 ottobre: Comunicato Selva Squat Anarchico Sabato 25 ottobre: 12.08 - 12.22 - 13.30 - 15.30 Fotografie: 1
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italiano (Versione originale)
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione -
: Mobilitazioni contro il piano di salvataggio di UBS |
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04-11-2008 21:00 |
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Dopo l'annuncio del piano di aiuto miliardario per salvare UBS in molte città svizzere sono state organizzate manifestazioni di protesta.
Negli anni '90 UBS, dopo aver fusionato con la Società di Banca Svizzera, è diventata di fatto la più importante banca per la gestione di patrimoni a livello mondiale ed ha iniziato una corsa sfrenata ai grandi profitti. Negli ultimi anni gli investimenti rischiosi hanno generato maxiprofitti, ma ora il sistema è collassato e piuttosto che risolvere il problema il Consiglio Federale ha lanciato un salvagente dal costo di 68 miliardi. Il crollo di UBS non è però dovuto unicamente alla attuale situazione economica di recessione: la Commissione Federale delle Banche (CFB) ha pubblicato un rapporto dove accusa UBS di avere amministrato malamente il patrimonio. Il progetto di UBS di voler premiare i propri dirigenti con bonus milionari, affossato solo grazie alle pressioni e all'indignazione popolare, dimostra che UBS non ha affatto compreso la gravità dei propri errori e che non è intenzionata a cambiare la propria politica economica.
La popolazione svizzera sembra non voler accettare questa decisione passivamente: in molte città svizzere sono state organizzate manifestazioni contro il piano di salvataggio di UBS. A Losanna, per il venerdì 7 novembre, è prevista una manifestazione contro il piano di salvataggio dell'UBS. Dimostrazioni analoghe sono state organizzate a Zurigo, a Basilea e a Berna. Su una facciata di una sede dell'UBS di Basilea è comparsa la scritta "vogliamo più delle vostre perdite: confischiamo UBS".
Pure in Ticino il SISA ha lanciato un appello per organizzare una manifestazione unitaria di protesta.
Aggiornamenti: 08.11.2008 - Resoconto delle manifestazioni di Losanna e Bienne 07.11.2008 - Il 15 novembre manifestazione nazionale a Zurigo
Approfondimenti: Subprime, tendopoli e banche "infallibili", Area7 Ubs salva capra e cavoli, Area7 Ubs non merita più fiducia, Area7
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italiano (Versione originale)
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: In pericolo il diritto di ricorso delle associazioni ecologiste |
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28-10-2008 08:57 |
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In occasione degli europei di calcio era stato progettata una megalomane ristrutturazione dello stadio Hardturm di Zurigo, con costruzione di un annesso centro commerciale. Gli abitanti del quartiere preoccupati per l'impatto sulla qualità ambientale della zona, in collaborazione con le associazioni ecologiste fecero ricorso, appellandosi al "diritto di ricorso delle associazioni". I liberali zurighesi, scocciati da questa intrusione nel mondo dell'economia degli interessi pubblici, hanno deciso di cancellare questa possibilità. Su questo tema si voterà il prossimo 30 novembre.
Questa forma legale esiste dal 1966 e si basa sull'idea che la natura, non potendo proteggersi da sola, necessità di strumenti legislativi che permettano di difenderla. Una trentina di associazioni ecologiste possono, a determinate condizioni, presentare ricorso contro la pianificazione, la costruzione o la trasformazione di impianti e contro la messa in commercio di organismi. Negli ultimi anni questo strumento ha permesso di bloccare numerosi progetti scriteriati, fra il 1996 e il 2003 il Tribunale federale ha accolto interamente o almeno in parte il 63% dei ricorsi inoltrati dalle associazioni ambientaliste.
È per esempio grazie a questo diritto di ricorso che è stato possibile fermare le attività di estrazione dei "Silos Ferrari" nella zona protetta delle bolle di Magadino, ed è sempre grazie a questo diritto che si sta cercando di ostacolare la costruzione di nuove centrali nucleari. |
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione -
: Gli studenti si mobilitano |
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14-10-2008 21:00 |
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Il DECS propone altri milioni di Franchi di tagli nella scuola e gli studenti, a 4 anni di distanza dall'ultimo sciopero studentesco, ritornano in piazza.
Le promesse di Gendotti di non operare ulteriori misure di risparmio nel settore formativo perché "si è raschiato il fondo del barile" sono state del tutto disattese e, nonostante la parziale vittoria ottenuta con il ritiro della manovra finanziaria, docenti e studenti continuano ad essere penalizzati dal preventivo 2009. Il "pacchetto" di tagli contro la scuola (precedentemente inserito nella manovra finanziaria) è stato infatti semplicemente trasferito all'interno del preventivo di spesa pubblica per l'anno prossimo. Dopo la privatizzazione delle mescite scolastiche (con conseguente aumento dei prezzi) e la riduzione del servizio di pulizia (con il licenziamento di parte del personale), per quest'anno sono previsti la riduzione degli assegni di studio, la riduzione del monte-ore di sede (usato ad esempio per le lezioni di studio assistito) e la chiusura della Biblioteca Cantonale del liceo di Mendrisio.
Per protestare contro queste scellerate decisioni, figlie di una politica economica miope che da anni favorisce i ricchi e penalizza i ceti meno abbienti, gli studenti hanno deciso di ritornare in piazza con una mobilitazione ed uno sciopero in programma mercoledì 15 ottobre.
Una mobilitazione quella ticinese che avviene in concomitanza con quella degli studenti italiani che da giorni si stanno battendo contro la riforma dell'istruzione elaborata dalla Ministra Gelmini e il cui nome è già tutto un programma: «piano programmatico per la razionalizzazione». Approfondimenti sulla situazione italiana su Indymedia Lombardia e Indymedia Roma.
::Programma della giornata del 15 ottobre:: - Ritrovo a Bellinzona a partire dalle 11.00. A seguire workshop, corteo (verso le 13.30) e assemblea.
::Approfondimenti:: - Il sito del SISA - Manifesto dello sciopero - La scuola è in pericolo: subire o reagire? [ftr 2004] - Posta e studenti: giornata di sciopero [ftr 2004]
::Multimedia:: - Immagini prima dello sciopero: 1 - Immagini manifestazione: 1 - Comunicato del SISA dopo la manifestazione |
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Categorie media/net-attivismo -
: [LIP] Laboratorio di informatica popolare |
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29-09-2008 17:20 |
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socializzare saperi senza fondare poteri
Partendo dalla ferma convinzione che la conoscenza non deve essere privilegio di pochi, ma rappresenti un patrimonio dell'intera collettività, il collettivo editoriale di Indymedia svizzera ha deciso di promuovere dei momenti di condivisione e socializzazione dei saperi in ambito informatico. Un Laboratorio di informatica popolare [LIP] il cui approccio, in opposizione alla deriva repressiva e commerciale delle nuove tecnologie, consiste nella promozione e nella diffusione delle conoscenze attraverso un utilizzo critico e consapevole degli strumenti informatici che sono diventati artefatti pervasivi nella vita quotidiana di ogni individuo. Questi incontri, che si terranno fra ottobre e dicembre presso il csoa il Molino di Lugano e presso il Denk:mal di Berna, spaziano da workshop pratici a presentazioni di progetti e di libri, fino a lezioni di carattere teorico-divulgativo. I corsi sono gratuiti ed aperti a tutte le persone che condividono questo modo di approcciarsi alla tecnologia e al concetto di "libera diffusione dei saperi".
Primo appuntamento venerdì 10 ottobre: Kaos tour con gli/le attivist* del collettivo Autistici/Inventati
::Approfondimenti:: - Il blog del LIP - Il LIP in poche parole - Il programma e l'elenco dei corsi a Lugano [guarda i flyer] - Appunti sparsi - Per iscrizione corsi, cont@tti e altre informazioni guarda qui |
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Categorie media/net-attivismo - repressione -
: La paura. La senti? |
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25-09-2008 07:00 |
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L'ossessione della sorveglianza si sta diffondendo a macchia d'olio. Governi ed imprese [1 - 2] intercettano, registrano, sorvegliano e controllano i nostri comportamenti in modo sempre più marcato e pervasivo. Sorveglianza, sfiducia e paura stanno gradualmente trasformando la nostra società in un gregge di acritici consumatori che non hanno "nulla da nascondere" e che - in un fallimentare tentativo di ottenere una completa sicurezza - sono pronti a cedere le loro libertà civili.
Da dove nasce questo "bisogno di sicurezza"? Nasce dalla strategia della paura, con cui chi pensa di governarci giustifica l'approvazione di "leggi straordinarie" per gestire "emergenze". Leggi che poi rimangono lì a cancellare diritti e limitare le nostre libertà.
La paura quindi non serve a noi, bensì a qualcun d'altro. La paura, creata ad hoc con la complicità dei media mainstream, come merce di scambio: io mi prendo la tua paura, ma tu mi regali la tua libertà e la tua dignità. Un tre per due taroccato in cui chi ci rimette è il cittadino. Basti pensare alla cooperazione paneuropea di agenzie di intelligence ed autorità di polizia che ci sta portando verso la creazione di una "Fortezza Europa" che sarà utilizzata contro rifugiati politici e dissidenti, ma riguarderà da vicino anche attivisti politici e pure tifosi sportivi.
Da dove nasce tutto questo? Nasce dal fatto che la paura di un nemico fantasma è tutto quello che è rimasto ai politici, poco importa se di destra o di sinistra, per conservare il potere. Ci si inventa allora la formula politica dello "stato dell'incolumità personale" che giura di proteggere e difendere i suoi sudditi dai mendicanti, dai rom, dai rapinatori, dai giovani [1 - 2], dagli spacciatori e dai drogati, dalle prostitute, dagli hooligans, dagli estremisti, dai terroristi o meglio ancora da tutte queste minacce riunite in un'unica figura, quella "dell'immigrato clandestino".
Per protestare contro questa logica perversa che viola i più elementari diritti di ogni cittadino e che ha tra i suoi effetti nefasti l'abuso degli strumenti di sorveglianza, sabato 11 ottobre è stata indetta una giornata di protesta, denominata: "Libertà, non paura" che si terrà nelle diverse piazze delle capitali europee.
::Approfondimenti:: La paura - Il ricorso alla paura [di Noam Chomsky] - Noi non abbiamo paura [dal blog del collettivo A/I] - Clandestino, integrazione, degrado [dal sito di carmillaonline] - Scittadinanza [dal sito di carmillaonline] - Ossessione securitaria [l'ossessione securitaria e l'isteria antiromena] - Firenze vive libera [da indastria.noblogs.org]
Sorveglianza - Schedature profili DNA - Dossier sulla videosorveglianza - Leggi speciali, taser, biometria... e poi?
Altro - Pagina principale iniziativa "Libertà non paura" [in tedesco] |
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Categorie G8 - media/net-attivismo - repressione -
: Ancora un'infiltrazione di Securitas |
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10-09-2008 09:41 |
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Dopo l'infiltrazione avvenuta tre mesi fa in un gruppo di lavoro di Attac da parte di Securitas, l'AntiRep (GAR) losannese viene a sapere che è stato vittima dello stesso tipo d'intrusione. L'informazione è stata resa pubblica dal reportage della trasmissione "Mise au Point". Con la falsa identità di Shanti Mulle, la capa del Servizio Investigazione Crimini, Fanny Decreuze era al servizio della filiale losannese di Securitas. Ha partecipato alle attività dell'Antirep fra l'autunno 2003 e la primavera 2005.
L'AntiRep, si occupa di recensire i casi di violenza polizesca, informa le persone dei propri diritti durante le manifestazioni e sul comportamento da tenere in caso di interrogatori, arresti o inchieste sporgerà denuncia per frode, infrazione alla legge sulla protezione dei dati e attentato all'onore. Non è ancora chiaro su mandato di chi Securitas ha eseguito questa operazione.
Sito dell'AntiRep Losanna | AntiRep Ticino | Approfondimento in francese |
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français (Versione originale)
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Categorie antifascismo - repressione -
: Referendum contro passaporti biometrici RFID |
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05-08-2008 23:05 |
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Il parlamento ha approvato un decreto federale che impone il passaggio obbligatorio ai documenti biometrici per tutti i cittadini svizzeri. Contro questa legge è stato lanciato un referendum.
Il 16 giugno il parlamento svizzero ha approvato un decreto federale che regolamenta i futuri documenti biometrici svizzeri. A differenza del disegno iniziale, dove si voleva lasciare ai cittadini la "libertà" di scegliere fra il documento classico e quello biometrico, il parlamento ha finito con l'approvare questo decreto federale secondo cui, a partire dal 2010, verranno rilasciati soltanto documenti (passaporti e carte di identità) biometrici.
Questi passaporti biometrici conterranno un chip RFID sul quale saranno memorizzati il volto, le impronte digitali ed eventualmente altre informazioni. La lettura del chip sarà consentita alla polizia, ma anche a privati; la descrizione dei privati è alquanto vaga: "imprese di trasporti, gestori di aeroporti e altri servizi appropriati tenuti a verificare l’identità di persone". La possibilità di seguire i movimenti dei cittadini e di tracciare profili di percorsi non rimarrà sicuramente inutilizzata...
La particolarità dei chip RFID è che possono venire letti a distanza (in pratica fino a decine di metri). Probabilmente, come negli USA, i dati saranno crittografati e il chip schermato, ma chi garantisce la robustezza della chiave per i dieci anni di durata di un passaporto?
I dati biometrici saranno raccolti in centri cantonali specializzati e immagazzinati, caso unico in Europa, in un database centralizzato . Questo potrebbe essere il futuro a breve termine. A medio termine non è invece purtroppo difficile intravedere una standardizzazione dei documenti a livello europeo. Che siano le impronte digitali memorizzate sui chip come nel Regno Unito e in Svizzera, oppure in forma classica come per i Rom in Italia, la strada verso una sorta di polizia europea si fa sempre meno tortuosa.
Per contestare l'entrata in vigore della legge è stato lanciato un referendum apartitico. Il termine per la raccolta delle 50'000 firme è il 2 Ottobre 2008. Per ora sono state raccolte solamente 4'000 firme.
Il tempo stringe: mobilitatevi!
::Approfondimenti:: Dossier "Schedature dei profili DNA" | Il corpo è una password | Leggi speciali, taser, biometria... e poi? | Biometria negli stadi | Tecnologia biometrica per il controllo sociale |
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione - repressione -
: Carovana europea: L@s zapatistas no estan sol@s |
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23-07-2008 10:57 |
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Alcun* attivist* del Collettivo Zapatista Marisol di Lugano (CZL) parteciparanno alla Carovana di Solidarietà con le comunità zapatiste in Chiapas, che partirà da Città del Messico domenica 28 luglio verso il territorio zapatista nel sud del paese.
La carovana, appoggiata da vari collettivi di differenti nazioni europee e internazionali, è stata organizzata per portare solidarietà effettiva e tangibile alle comunità autonomi e ribelli zapatiste, sotto attacco da vari mesi da parte del governo e dell'esercito messicano.
L'ultimo grave episodio risale a poche settimane fa con un'incursione dell'esercito messicano nella comunità della Garrucha, uno dei 5 centri che ospitano le Caracoles zapatisti. L'attacco, parte della sporca guerra a bassa intensità, è stato ostacolato in modo deciso e determinato da donne, uomini e anziani che armati solamente di bastoni e pietre hanno respinto l'esercito messicano.
La carovana si propone come ponte di solidarietà, come cammino per condividere resistenze e ribellioni, per alimentare sogni e speranze comuni dall'altra Europa anticapitalista all'altro Messico.
CAROVANA SVIZZERA Per sensibilizzare anche la popolazione svizzera rispetto alla situazione in Chiapas, il 9 e 10 di agosto partirà da Lucerna una carovana di biciclette verso una rappresentanza messicana in Svizzera (sito).
CZL Il CZmL, nato nel 1995, che oltre all'appoggio e solidarietà con le comunità zapatiste è attivo da sempre nell'esperienza di occupazione e autogestione del CSOA il Molino, parteciperà ad entrambe le carovane.
Vi chiediamo di diffondere l'informazione. Indymedia Svizzera e il blog del CZmL aggiorneranno sull'andamento delle due carovane.
:: Aggiornamenti :: Il Subcomandante Marcos alla Carovana - Dai Caracoles zapatisti La Realidad | Oventik - Huitepec | La Garrucha | Oventik - Cruztón | Morelia - Resoconto finale
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Categorie G8 - repressione -
: [G8-Genova 2001] Processi al giro di boa |
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21-07-2008 14:00 |
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A 7 anni di distanza il sipario sulle giornate del G8 di Genova non è ancora calato. Molti restano gli interrogativi ai quali non è stata data una risposta. Di certo queste risposte non arriveranno dalle aule dei tribunali. Mentre i 5 processi principali stanno volgendo al termine si sommano gli sterili contentini e le amare delusioni che la giustizia italiana consegna a chi tenta di esprimere il proprio dissenso. Stando alle sentenze fin qui emesse in Italia esistono ufficialmente i vandali, che devastano e saccheggiano, ma non c'è traccia di torturatori o di sicari di Stato. È infatti notizia di queste settimane che nonostante l'impianto accusatorio dei PM che denunciavano le violenze e le torture accadute all'interno della Caserma di Bolzaneto, la verità emersa dalle testimonianze delle vittime di quella che è stata definita "una macelleria messicana" è stata solo parzialmente riconosciuta: su 45 imputati, 30 sono stati assolti. Su 80 anni di carcere chiesti dall'accusa, ne sono stati comminati 24. Lievi erano state le richieste, ancora più lievi sono state le condanne (nessuno dei 15 condannati pagherà con il carcere, grazie alla prescrizione).
L'ultimo processo, che deve ancora giungere al termine, riguarda invece la mattanza della Diaz. Una vera e propria azione repressiva e punitiva delle forze del (dis)ordine che si concluse con il pestaggio dei presenti e il ferimento di 79 persone (su 93 arrestate). Giovedì 17 luglio i PM incaricati dell'inchiesta hanno reso note le richieste delle condanne per i superpoliziotti: 109 anni e 9 mesi in totale, con reati che vanno dall'abuso d'ufficio alle calunnie e percosse. A settembre dovrebbe concludersi il processo. Chi vivrà, vedrà...
::I 5 processi principali di Genova 2001:: ::Processo al Sud Ribelle:: Breve descrizione | Trascrizioni udienze | Comunicati stampa Supporto legale | FTR: siamo tutti sovversivi ::Processo ai 25:: Breve descrizione | Sintesi | Trascrizioni udienze | Comunicati stampa Supporto legale | FTR: la giustizia non abita a Genova ::Processo Perugini:: Breve descrizione | Sintesi ::Processo su Bolzaneto:: Breve descrizione | Trascrizioni udienze | Comunicati stampa Supporto legale | Commento alla sentenza - Radio Blackout | Commento alla sentenza Radio Onda Rossa ::Processo Diaz:: Breve descrizione | Trascrizioni udienze | Comunicati stampa Supporto legale | FTR: i testimoni chiedono la verità su Genova | FTR: Chi cade dalla torre?
::Altri approfondimenti:: Supporto legale | Indymedia Italia | Archivi Indymedia Italia old | Rassegna stampa italiana | Gipfelsoli |
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione - repressione -
: Una carovana europea in Chiapas |
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12-06-2008 06:35 |
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Mentre l'Europa perde la testa nel pallone, in Messico silenziosamente la guerra sporca avanza. Una guerra a bassa intensità che continua a colpire quotidianamente. Infierisce sui movimenti della Otra campaña messicana che costruiscono cammini di autonomia e solidarietà. Per rompere il silenzio, l'Europa Zapatista promuove, rispondendo all'appello lanciato dal CAPISE, una carovana che a partire dal 27 luglio percorrerà alcuni fra i luoghi più colpiti dalla repressione.
Intanto in Europa, a partire dal 14 di giugno, per una quindicina di giorni, sono in calendario varie attività che si propongono di lanciare la carovana e rompere il silenzio sulle impunità del governo messicano.
Anche la rete svizzera di appoggio al Chiaps si sta muovendo, per rinforzare la solidarietà con l’altro messico, l’altra europa e l’umanità intergalattica altra.
Sabato 14 il Collettivo Zapatista Marisol di Lugano, propone una serata che presenterà la situazione attuale e la possibilità di partecipare alla carovana europea in Chiapas.
:: Approfondimenti :: - [Luglio 2007] Il Messico che lotta e non si arrende - [Gennaio 2007] Il Messico in fermento - [Ottobre 2006] La battaglia di Oaxaca - [Agosto 2006] Profumo di rivoluzione a Oaxaca - [Giugno 2006] Messico: contro i fiori e i professori
:: Collegamenti utili :: - Collettivo Zapatista Lugano | Europa Zapatista | Indymedia Chiapas | Frayba |
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italiano (Versione originale)
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: Lotte diffuse per territori vivibili |
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02-06-2008 19:59 |
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Nel nostro cantone, sempre più spesso, gruppi di cittadini si mobilitano, organizzandosi dal basso per opporsi alle poco oculate scelte in campo ambientale dei governanti. Lotte molto diverse che hanno però in comune il desiderio di intendere la gestione del territorio e dell'ambiente che ci circonda in maniera più dolce e vicina alle esigenze dell'essere umano e non, ce lo auguriamo, semplici sintomi della sindrome NIMBY.
Grande eco mediatico hanno avuto le resistenze popolari nei confronti del sovradimensionato stand di tiro sul Monte Ceneri (che aprirebbe le porte a redditizie speculazioni su cui sorgono oggi gli stand regionali), la grande opposizione che ha fermato la deleteria "Variante 95" che avrebbe tagliato a metà il piano di Magadino e l'infruttuoso tentativo di evitare la costruzione di un gigantesco ed inquinante inceneritore per i rifiuti a Giubiasco.
Ma sono parecchie le lotte di dimensione minore che sono in corso. Dalla Capriasca sono state raccolte oltre 1'500 firme proponendo una moratoria sulla costruzione di antenne di telefonia mobile. L'elettrosmog preoccupa anche i cittadini di Bellinzona, di Melide di Novazzano e di Novaggio che, in maniera diversa si sono mobilitati contro questa nuova fonte di inquinamento su cui ancora si sa poco.
Nei paesi attorno a Sonvico-Dino, si è costituita nelle scorse settimane l'associazione "Territori vivibili" che vuole contrastare la posa di una nuova antenna UMST che irradierebbe tutti i comuni circostanti (vedi mappa). Ne è nata una vera e propria battaglia con Swisscom e Orange. Anche in questo caso oltre 1500 firme sono state raccolte.
> Mappa delle antenne in Ticino
Gli abitanti della Val Onsernone (storica valle popolata da neorurali) si stanno ribellando alla costruzione di una diga, su territorio italiano, che prosciugherebbe le acque del torrente Isorno. Le acque del Ceresio sono invece solcate da Pirati che navigano e praticano arrembaggi per rivendicare l'accesso alle rive sempre più spesso occupate da scempi edilizi. Nel mendrisiotto si è creato il "comitato contro la superstrada" per evitare la costruzione di un nastro d'asfalto a scorrimento veloce che collegherebbe, con danni evidenti, Mendrisio e Varese.
Per tutte le persone in lotta per dei territori vivibili nel nostro cantone, non possono che suonare familiari le parole dell'EZLN da una presa di posizione (2) dello scorso anno: "La terra ed il territorio non sono solo fonti di lavoro e di alimenti, sono pure cultura, comunità, storia, origine, sogni, futuro, vita e madre." |
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Categorie spazi liberati -
: UBS Arene i nonluoghi per eccellenza di Euro08 |
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29-05-2008 15:15 |
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Le hanno chiamate UBS Arene, rifacendosi alla tecnica di marketing del naming right, e dovrebbero rappresentare il quinto stadio svizzero di Euro08.
Uno stadio virtuale, anonimo e uguale in tutte e 16 le città in cui verrà installato, dove il campo da calcio non sarà costituito da un manto erboso, ma relegato a degli schermi televisivi che, per quanto giganti essi siano, rimangono comunque limitati. Delle infrastrutture che cambiano radicalmente il modo di fruire lo sport ed in particolare il ruolo dei sostenitori all'interno dell'evento sportivo. Viene infatti a mancare la componente tifoso - dodicesimo uomo in campo - che sostiene e supporta (dal vivo) la propria squadra durante il match. Mentre questo aspetto potrebbe in parte essere giustificato dalla ridotta capienza degli stadi, ben più evidente è il fatto che le UBS Arene eliminano il rito dell'assembramento spontaneo. Questi nonstadi infatti colonizzano le piazze imponendo regole, dispositivi di sicurezza, comportamenti da tenere, marchandising da indossare e da esporre cancellando di fatto le piazze dall'immaginario storico di luogo d'incontro e di aggregazione spontaneo.
Infrastrutture come le UBS Arene trasformano quindi spazi pubblici in avamposti ideologici imponendo un modo di fruire lo sport moderno che in modo inesorabile marcia dritto verso il: Komfort, Kommerz, Kontrolle.
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Categorie migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
: Leggi speciali, taser, biometria... e poi? |
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08-05-2008 19:00 |
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"Chi e' pronto a cedere le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza." Benjamin Franklin
Le tecnologie del controllo invadono sempre di piu' la nostra esistenza. Con la scusa che il mondo e' sempre piu' instabile a causa di conflitti e migrazioni di massa, si sacrificano le liberta' individuali e collettive in nome della sicurezza. Parlare di sicurezza oggi vuol dire parlare di paure. La paura è un'emozione molto particolare e facilmente manipolabile, soprattutto grazie all'ansia di sicurezza derivata dal martellamento mediatico. Capita così che la Confederazione si munisca di sempre maggiori strumenti repressivi, incontrando solo sparute voci critiche o di dissenso.
Dopo l'approvazione delle misure contro il tifo violento previste dalla Legge Federale sulla salvaguardia della Sicurezza Interna (LMSI) e la probabile estensione di queste norme a contesti extrasportivi è notizia recente che il parlamento ha approvato la legge sull'impiego di misure di coercizione per le espulsioni, autorizzando così la polizia a ricorrere all'uso dei Taser contro i migranti. La sezione Svizzera di Amnesty International ha denominato questa legge deplorevole e scandalosa e l'ONU ha definito l'utilizzo dei Taser una forma di tortura. I Taser sono infatti vere e proprie armi, in grado di uccidere.
Ultima in ordine di tempo è la notizia dell'inizio di test biometrici in stadi e stazioni ferroviarie nonostante le perplessità del garante della privacy, secondo il quale ad oggi non sussisterebbero le basi legali per questo tipo di esperimenti. Il nostro corpo, dopo carne da macello, inteso quindi come una password con il sacrificio di privacy e liberta' sull'altare di una psicosi della sicurezza che fa comodo solo a pochi, e per motivi poco nobili.
:: Approfondimenti :: - Taser: Video sugli effetti del taser - elettrizzati dal Taser - Taser: rotta verso l'Europa - Dossier sulla videosorveglianza - Dossier sugli abusi della polizia in Ticino - Dossier schedture DNA - Biometria: Software per il riconoscimento facciale - Biometria negli stadi - Onyx: antenne indiscrete controllano telefonate ed e-mail |
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